Belle e diverse: le nuove top model sono imperfette

La vitiligine di Winnie Harlow, lo strabismo di Brunette Moffy, i chili in più di Candice Huffine. E la bellezza aliena di Molly Blair, Iris Venema, Issa lish, Liza Ostanina

C’è del nuovo nel mondo della moda. Dopo anni di canoni di bellezza stereotipata, irrompono la diversità e l’imperfezione nel fashion system. Dimenticatevi le barbie alla Claudia Schiffer o le amazzoni stile Elle Macpherson. Le nuove super modelle colpiscono più per la loro stranezza che per la loro avvenenza. Vitiligine, strabismo, chili in più, sembrerebbe l’elenco dei divieti d’accesso al fashion system, e invece sono le caratteristiche che contraddistinguono le nuove leve della moda.

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Insomma, c’erano una volta le super top anni ’90, statuarie, bellissime, perfette, nel senso stereotipato del termine: Cindy, Naomi, Claudia, Christy, Eva. A seguire le loro eredi 2000 come Gisele o gli Angeli di Victoria’s secret (Alessandra Ambrosio, Doutzen Kroes, Miranda Kerr), altrettanto belle, altrettanto irraggiungibili.

E poi c’è la nuova ondata di modelle di questi anni, parola d’ordine: “diversità”. Bellezze imperfette che non rispondono ai canoni finora riconosciuti di bellezza. Anzi, che elevano a punti di forza quelli fino all’altro ieri considerati veri e propri difetti, che mai avrebbero permesso a una ragazza di entrare e imporsi nel mondo della moda. Winnie Harlow, la nuova testimonail di Desigual, ha la vitiligine. Brunette Moffy è fortemente strabica, Candice Huffine è la prima modella curvy ad aver posato per il calendario Pirelli. Ed è richiestissima dai fotografi di moda.

E poi ci sono Molly Blair, Iris Venema, Issa Lish, Lisa Ostatina e Miriam Jonkman. Bellezze strane, quasi aliene, un tempo sarebbero state definite brutte. Oggi calcano le passerelle dei maggiori stilisti, lavorano tantissimo e sono definite dagli addetti ai lavori testimonial della nuova concezione di bellezza moderna. Per non parlare di Rain Dove, corpo da donna su un viso che più mascolino e androgino non si può.

Belle e diverse: le nuove top model sono imperfette