Se le donne viaggiano per sesso

Arriva l’estate e con lei una nuova stagione per il turismo sessuale di ogni genere. Anche le donne sono pronte a partire: vanno nei Caraibi ma anche in Gambia e in Giordania. Spesso sognano l’amore, ma alla fine della vacanza scoprono che era solo un beach boy

Il turismo sessuale femminile è una realtà in crescita. Non solo donne attempate, ma anche molte trentenni girano il mondo sperando di trovare un’avventura esaltante con giovani muscolosi e prestanti, preferibilmente dalla pelle scura. Le turiste sono nordamericane, europee, giapponesi o coreane. Le mete preferite i Caraibi, il Costa Rica e Bali. Ma anche il Medio Oriente, con la Giordania in testa, e l’Africa, con Senegal, Gambia e Kenya.

Le isole caraibiche sono la destinazione preferite da statunitensi e canadesi. Le spiagge più affollate quelle della Giamaica e di Santo Domingo, dove i ragazzi da spiaggia sono soprannominati sanky-panky. Fare sesso con una bianca è un business molto redditizio, non sempre si viene pagati in contanti ma il tornaconto è sempre sostanzioso: cene, regali, viaggi. Giovani atletici e molto disponibili gironzolano intorno agli  alberghi delle turiste anche in Costa Rica, il paradiso degli espatriati americani e dell’economia parallela.

Dall’altra parte del mondo, nell’arcipelago indonesiano, c’è un altra mèta molto affollata dalle donne single. Sono le spiagge di Bali, dove le acque cristalline fanno da sfondo a centinaia di love story stagionali. I Kuta cowboys, gigolo che frequentano la spiaggia di Kuta, sono amati soprattutto dalle asiatiche (Singapore e Giappone), ma anche dalle europee. Hanno capelli lunghi e sorrisi luminosi, riescono a far credere alle turiste di essere veramente innamorati e anche se spesso sono sposati non si curano affatto della legge indonesiana che condanna l’adulterio come un reato grave.

Neanche in Giordania, che con l’Indonesia ha in comune la religione musulmana e i rigidi divieti di relazioni extraconiugali, la paura della legge frena il business del sesso. I beduini del deserto, ribattezzati Marlboro men per il loro sguardo magnetico e il fascino da uomini vissuti, sono in attesa delle turiste, soprattutto giapponesi, tra le rovine di Petra.

Un po’ più timorosi i ragazzi del Gambia, che spesso subiscono una grave condanna sociale per il loro “mestiere”. Ma il desiderio di fuggire dalla povertà è talmente forte che gli alberghi continuano a pullulare di giovani slanciati riconoscibili dalle loro magliette giamaicane.

La necessità economica non è la stessa per tutti i beach boy del mondo, e alcuni di loro forse non sono neanche spinti da un bisogno impellente di soldi ma l’attrattiva principale delle turiste bianche resta comunque il loro portafoglio.

Per saperne di più, vai su dominablog.com. Cecilia Tosi cura la rubrica Domina sul sito di Limes
cecilia-tosi120CECILIA TOSI
Esperta di politica internazionale, curatrice della rubrica Domina per Limes, Rivista italiana di geopolitica. Già caporedattrice del settimanale Left, collabora con numerose testate nazionali e internazionali. Qui potete leggere la sua rubrica su Limes

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