Roman Abramovich, imprenditore: biografia e curiosità

Roman Abramovich è un nome molto conosciuto sia nel campo imprenditoriale che in quello calcistico. Ripercorriamo insieme la carriera di uno degli uomini più ricchi del mondo

Roman Abramovich nasce il 24 ottobre 1966 a Saratov, in Russia, da una famiglia povera ebraica. Rimasto orfano piccolissimo, viene allevato in orfanotrofio e da uno zio nel clima artico di Ukhta. La madre, Irina Ostrowski Abramovich, muore infatti quando Roman non ha ancora due anni e suo padre, Arkady Abramovich, rimane ucciso in un incidente meno di due anni più tardi. Frequenta l’Istituto Industriale, entra nell’esercito sovietico e studia per poco tempo presso il Moscow State Auto Transport Institute. La sua attività imprenditoriale, che lo porterà ad essere multimiliardario, inizia mentre è in servizio militare, con la vendita di benzina rubata ai funzionari della Commissione della sua unità. Nel 1987 investe 2000 rubli, un regalo di nozze, nel contrabbando di merci al mercato nero, triplica il valore originario ed inizia una vendita di parti di automobili. Continua nella sua attività illegale fino al 1988, quando ottiene la possibilità di legalizzarla grazie all’apertura della Perestroika al mercato. Mikhail Gorbachev permette, infatti, lo sviluppo delle piccole imprese nella Russia post-comunista.

Fonda quindi con la moglie una società di produzione di bambole di plastica: è un successo immediato. Nel corso degli anni Novanta, la sua ricchezza aumenta ed Abramovich liquida una ventina di aziende di vari settori, quali pneumatici e reclutatori di guardie del corpo. Il successo gli permette di investire in altre attività, ampliando notevolmente il suo patrimonio, e di entrare nel campo petrolifero nella regione di Omsk. Dal 1992 al 1995, Roman Abramovich fonda cinque aziende che fungono da intermediari di rivendita di petrolio. Anche in questo settore si fa presto un nome ed entra nel consiglio di amministrazione di una delle più importanti compagnie, la Sibneft. Nel 1995 collabora con Boris Berezovsky per l’acquisto di una quota di controllo della stessa compagnia petrolifera per un importo pari a 100 milioni di dollari. Diventa, quindi, unico responsabile e completa la fusione che la rende la quarta più grande compagnia petrolifera del mondo. Nel 2005, la Sibneft viene venduta alla società statale del gas russo, Gazprom. Nel frattempo il top manager compra anche partecipazioni in società di alluminio diventandone così uno dei più grandi produttori.

Parallelamente alla sua attività imprenditoriale, Roman Abramovich si dà alla politica: nel 1999 viene eletto alla camera bassa del parlamento russo e nel 2000 diventa governatore della Chukotka Autonomous Okrug, un’area siberiana molto povera ed isolata alla quale aveva precedentemente donato grandi somme di denaro per alcuni processi di miglioramento. Grazie a lui, vengono costruiti ospedali, scuole, collegi e viene rinnovato l’aeroporto. Anche se Chukotka opera come paradiso fiscale, il lavoro di Abramovich offre opportunità di lavoro alla gente del posto e regala nuove opportunità in termini di crescita ed educazione. La rivista russa Expert lo nomina per questo Uomo dell’anno. Viene poi rieletto per un secondo mandato nel 2005. Roman Abramovich è, ora, uno degli uomini più ricchi del globo: il multimiliardario uomo d’affari ed imprenditore è proprietario del Chelsea Football Club militante nella Premiership inglese e della società di investimenti privati, Millhouse LLC. Inoltre il potente magnate russo possiede imprese siderurgiche e minerarie. Con un patrimonio netto di 12 miliardi di dollari si colloca nella lista delle persone più facoltose del mondo: Forbes lo classifica al numero 53. Dopo aver perso molti miliardi di dollari in cause legali ed altri passivi, la sua ricchezza è diminuita ma è ancora la seconda persona più ricca del Regno Unito.

Abramovich, nel corso della sua scalata, ha affrontato molte accuse di frode, ricatti e corruzione. La rivista The Times riporta che lo stesso magnate ha ammesso di aver pagato miliardi di dollari per ottenere favori politici al fine di accaparrarsi grandi quote delle risorse dell’alluminio e del petrolio russi. Il suo socio d’affari Boris Berezovsky ha affermato che Abramovich lo ha minacciato per vendere le sue azioni ad un prezzo inferiore di quello che valevano; Berezovsky ha vinto la causa civile ed ha ottenuto più di tre miliardi di dollari in danni da Abramovich. Un’altra società, Yugraneft, ha ricevuto miliardi di dollari per una causa che ha vinto contro di lui. Roman Abramovich non ama concedere interviste e non rilascia dichiarazioni pubbliche sulla sua vita o sul suo lavoro. Ha proprietà in Gran Bretagna, Russia e Francia, ma preferisce trascorrere la sua vita su lussuosi yacht. È proprietario di cinque superyacht noti come l’Armata di Abramovich. Egli possiede anche un aereo privato, un Boeing 767-33A / ER chiamato Bandito, e due limousine Maybach a prova di proiettili e di bombe, che pare gli siano costate un milione di dollari. Infine, ha un esercito privato di quaranta persone per la propria sicurezza. Tutto ciò lo rende uno dei magnati meglio protetti al mondo.

Roman Abramovich, imprenditore: biografia e curiosità