Quando si divorzia? Dopo le ferie. Lo dice uno studio americano

Il divorzio ha basi psicologiche e a confermarlo vi sono diversi studi scientifici. Scopriamo insieme il perché avviene più spesso in certi periodi

I mesi in cui più frequentemente avviene il divorzio? A quanto riportano alcuni studi a carattere statistico, sembrerebbero agosto e marzo. L’effetto di profondi sentimenti psicologici che portano a cercare il divorzio risiederebbe in un aumento anomalo delle domande di separazione presentate agli avvocati divorzisti. E la causa? Ad agosto sembra siano le ferie. Il relax, l’allontanamento dalla quotidianità e un progressivo abbassamento delle difese psicologiche, sarebbero le cause che porterebbero le persone a essere meno attente. Così nascono flirt spontanei, spesso definiti come delle scappatelle estive. Saranno cose di poco conto? Non un vero tradimento? A quanto sembra trasparire dalle ricerche effettuate, si tratta, invece, di vere e proprie botte psicologiche che tendono ad affossare le relazioni. Come è stato spiegato, i famosi tradimenti d’estate sono una delle cause principali dell’aumento di divorzi.

E come si può ben intendere, ve ne sono molte altre. In particolare, durante le vacanze si creano dei meccanismi volontari che, – come hanno sottolineato i sociologi dell’Università di Washington D.C., – portano a dei comportamenti anomali della persona. Si attivano dei livelli ormonali assenti prima. Ne consegue un relazionarsi diverso con il proprio partner e con le altre persone. E se una persona in altri mesi dell’anno avrebbe sicuramente respinto anche l’idea di una scappatella estiva, alla fine dell’agosto non lo farà di certo. Lo studio è stato portato avanti dal professore di sociologia di Washington, Julie Brines, e da un suo dottorando, Brian Serafini. Il duo composto dallo studente e dal professore ha trovato la prova espressa in quantità di numeri riguardante due picchi di divorzi nell’arco di un anno. Il primo avviene generalmente circa a metà di marzo, il secondo, invece, si verifica nell’ultima settimana di agosto.

E se ad agosto il tutto si spiega con le ferie e il rilassamento che tendono a modificare la risposta della persona a certi fattori, a marzo, invece, quali sarebbero le cause? Se credere ai dati di risposta forniti dai due ricercatori, il divorzio di marzo sarebbe conseguente a una serie di fattori che si verificano in inverno. Questi sarebbero le feste di Natale, di Capodanno, il freddo dei mesi invernali che tende a unire di più le persone in un posto caldo. Tutto questo, insomma, porta a una involontaria risposta a marzo, per cui se le persone in un mese tendono a legarsi e avvicinarsi molto, in quello direttamente successivo sono portati a variare un po’, cercando la giusta distanza di relazione. La base di dati analizzata da cui sono stati presi i numeri di richieste di divorzio inizia nel 2001 e finisce nel 2015.

Il numero medio di pratiche legali avviate a cavallo tra agosto e settembre e a marzo copre quindi ben 15 anni ed è pertanto una cifra statistica molto importante a cui attenersi. Una cifra che dimostra quanto siano dannose le vacanze estive e quelle invernali per la vita di coppia. E una volta che inizia la seconda settimana di settembre le probabilità di divorziare calano drasticamente, con il picco minimo di divorzi a dicembre, proprio durante le festività natalizie. Il motivo? Durante le feste la coppia è sempre più felice e unita. Ci sono meno motivi per litigare e in generale nel mondo regna un’atmosfera di allegria e serenità. A tal proposito si verifica un effetto simile a una positività incontrastata e forse anche ingiustificabile, per cui le famiglie, invece di divorziare, piuttosto si riuniscono e le coppie ritornano insieme. Inoltre a Natale le persone tendono a tendono a sposarsi.

La ricerca sui divorzi svolta dai due studiosi sarà presentata alla 111° edizione della American Sociological Associaticion (definita come ASA). Durante il proprio intervento i due cercheranno di mostrare come la frequenza dei divorzi tende a rispettare in tutto e per tutto quelle che sono le norme di un normale calendario domestico, quando i divorzi e i riavvicinamenti avvengono su base di cause precise che si verificano con una certa ciclicità. A detta dei due studiosi, le vacanze invernali e quelle estive sono “culturalmente sacre”, motivo per cui nessuno vuole chiedere il divorzio subito durante le feste natalizie o durante le ferie estive. D’altro canto, sono molti i fattori che, su basi psicologiche, portano gli individui a cercare il divorzio subito dopo la fine delle ferie. Sembrerebbe un comportamento anomalo e forse anche poco normale.

Al tutto si aggiungono anche le aspettative post-vacanza, quelle che magari spingono le persone a immaginarsi un ritorno all’unione nella vita con il proprio partner in modo diverso. Più consono, oppure più gentile. Quando, invece, la realtà diventa chiara in un modo negativo, arrivano le frasi inconcludenti, la positività cala, iniziano le liti e si torna alla grigia routine, da cui poi nascono le incomprensioni. Infine, vi anche un’altra causa che porta ai divorzi di fine estate. I bambini. Difatti, come è stato ampiamente dimostrato dallo studio effettuato dai due colleghi, gli adulti tendono a divorziare prima che i loro bambini vadano in scuola. Il motivo? Sembra che sia per non sovraccaricare troppo i piccolini, che oltre alla scuola in tal caso dovrebbero sopportare anche il divorzio. Lo studio è stato poi confermato dai divorzi negli Stati come l’Irlanda e il Regno Unito della Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord.

Quando si divorzia? Dopo le ferie. Lo dice uno studio americano