Maxisequestro di cosmetici: 9 Mila tra smalti e trucchi che violavano il codice di consumo

Cosmetici tarocchi? I prodotti per la cura del corpo sono fondamentali, ma sono numerosi i casi di trucchi che vengono sequestrati perchè violano le norme legislative

I cosmetici sono di estrema importanza, poiché vengono applicati sulla cute, dunque devono rispettare delle norme ben precise. Al giorno d’oggi però si verificano molto spesso dei maxi sequestri relativi a numerose tipologie di cosmetici come shampoo e vari prodotti make up, poiché considerati non idonei. E’ accaduto a Voghera il 29 dicembre 2015, dove 9.000 trucchi e smalti, inclusi giocattoli per bambini sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza all’interno dell’attività commerciale Pubblistore di Roberto Da Crema, noto venditore televisivo chiamato “il Baffo”.

Precisamente, i cosmetici non rispettavano le norme legislative e violavano il codice di consumo in base al decreto legislativo 206/2005. Inoltre i prodotti erano sprovvisti di indicazioni in italiano, poiché le etichette riportate erano scritte tutte in lingua spagnola. Si tratta di un dettaglio piuttosto rilevante, poiché in questo modo il cliente non può sapere cosa contengono i cosmetici e non può risalire alla loro composizione. Le fiamme gialle hanno voluto verificare in maniera accurata attraverso dei controlli specifici in vista delle festività natalizie.

La merce con le etichette non idonee era stata messa in esposizione lungo gli scaffali dell’emporio in modo tale che i clienti potessero acquistarla sin da subito, nonostante non rispettasse le norme stabilite in materia di sicurezza e dei metodi di utilizzo. E’ scattato subito dunque un vero e proprio maxi sequesto di circa 9.000 cosmetici, mentre ai titolari dell’attività commerciale è stata decretata una sanzione da 516 euro ad un massimo di 25.813 euro. A quanto pare i prodotti non contenevano sostanze tossiche e dunque non vi sarebbe stato alcun pericolo per la salute, ma la maggior parte dei cosmetici aveva superato di gran lunga la data di scadenza.

Si tratta quindi di un aspetto molto rilevante, data l’importanza dei metodi di utilizzo di tali prodotti make up che vanno a contatto con la pelle quotidianamente. Non solo, nello scorso marzo accadde già un evento simile, ovvero vennero poste sotto sequestro molte confezioni di dentifrici e burrocacao all’interno della medesima attività commerciale. La causa era sempre la stessa: sulle etichette non erano riportate le indicazioni in lingua italiana relative agli ingredienti e alle modalità d’uso.

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