Lele Mora, la nuova vita all’ortomercato per aiutare i poveri

L'ex manager dei vip racconta come è cambiata la sua esistenza. E sul passato non ha rimpianti, mentre Fabrizio Corona è un ricordo amaro

Lele Mora da re della televisione alla vita indigente. In una lunga intervista l’ex talent scout racconta come è cambiata la sua esistenza dopo l’arresto, non senza un pizzico di rammarico.

Oggi Lele Mora passa quasi ogni mattina col suo furgone Opel all’ortomercato di Milano dove raccoglie frutta e verdura che i grossisti gli regalano alla chiusura. Sono finiti i tempi dell’opulenza quando si faceva massaggiare i piedi da due ragazzi adoranti. Adesso l’ex manager dei vip è un uomo anziano, segnato dalle vicende giudiziarie che fa servizio sociale:

Porto da mangiare, vestiti, sigarette, aiuti, quello che posso e che riesco a recuperare da aziende che me lo danno gratis. C’è tanta gente generosa.

Non può uscire di casa dalle 23 alle 06 e lavora nell’agenzia di pubblicità del figlio a 1.500 euro al mese, al quale è affidato:

È molto rigido, è tassativo, è uguale a mio papà. Prima non avevamo un grande rapporto, era cresciuto con la mamma ed essere il figlio di Lele Mora è una fatica, a volte lo vedevo che soffriva su certe cose, poi il carcere mi ha dato la possibilità di conoscerlo. È un ragazzo d’oro e mi fa ragionare.

Poi una riflessione sulla sua vita attuale:

Devi magiare tutti i giorni e tutti i giorni è fine mese.

Lele Mora si sofferma sul suo rapporto con Corona, recentemente tornato in carcere:

Una grande amarezza. Mi ha frequentato, ha colto la mia professionalità di tanti anni, il mio lavoro e alla fine ha distrutto tutto. È un bullo che non balla, bello e dannato, ma non mi emoziona più.

In passato si era parlato di una relazione tra lui e l’ex re dei paparazzi:

L’ho amato molto e non ho avuto il coraggio di tenerlo nascosto, ma quello che uno fa tra i muri di casa sua è un’altra cosa. Quando lui arrivava a pranzo voleva il suo posto di fianco a me, chi c’era c’era lo faceva alzare. “Mi siedo vicino al mio amore”, diceva». Un rapporto vero? «Fortemente sentimentale all’inizio, dopo credo mi abbia usato, mi ha spennato, quando il pollo è rimasto senza penne ha cominciato a fare la sua strada. Gli dicevo di stare attento, ma non l’ha capito perché è malato di soldi, è una macchina da soldi, un genio del male. Non ha mai rubato, ma sapeva come prendere dalle persone.

L’ex manager dei vip ricorda con nostalgia la sua vita di un tempo:

Creavo dei sogni. Non avevo solo tronisti o personaggi dei reality, avevo i nomi migliori come Ventura, Ferilli, De Sica, Estrada, Falchi, Cucinotta, Raoul Bova.

Mora ricorda come creava i personaggi e come chi voleva fare televisione lo implorasse per renderlo famoso:

Tutti vogliono fare la televisione, tutti vogliono cantare. “Vengo a letto con te o vado a letto con chiunque vuoi, basta che mi fai fare successo. Ti pago, ti do soldi”, quando mi dicevano questo ho sempre detto “avete sbagliato palazzo, andate più avanti che c’è Corona”.

Anche se un tempo non si faceva mancare niente e viveva nel lusso tra macchine, barche e ville, con la scusa che fossero strumenti di lusso, ora che ha perso tutto, Lele Mora non ha rimpianti:

Vengo dal niente, papà ci buttava giù dal letto per andare a pulire le stalle, a mungere le mucche. Lavati nella tinozza, latte caldo appena munto, pane biscottato e a scuola. Sono tornato il ragazzo di campagna che ero. La ricchezza non è importante. Faccio fatica a vivere oggi, ma non vado a chiedere e non ho rimpianti.

Per il futuro? C’è ancora televisione: una trasmissione sul filone della nostalgia, a cui sta già lavorando. E naturalmente il sociale.

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