Kevin Costner, attore: biografia e curiosità

Kevin Costner è un famosissimo attore, regista, produttore e musicista statunitense. Ripercorriamo la carriera del vincitore del Premio Oscar per Balla coi lupi

Kevin Costner nasce il 18 gennaio 1955 a Lynwood, in California. A causa del lavoro del padre Bill, dipendente di una società elettrica, e dei conseguenti trasferimenti, Kevin cambia numerose città e numerose scuole. Questa mancanza di stabilità e la bassa statura, negli anni del liceo, fanno nascere nel giovane molte insicurezze. Costner frequenta, poi, la California State University a Fullerton, studia marketing e, nel 1978, consegue la laurea. Durante gli anni del college, esplode in lui la passione per la recitazione (in parte ereditata dalla madre, l’attrice Sharon Tedrick), ma gli inizi sono molto duri. Dopo gli studi lavora, infatti, come carpentiere, come fattorino per i Raleigh Studios e ottiene solo delle piccole parti in alcune produzioni cinematografiche. Spesso paragonato a leggende dello schermo come Gary Cooper e James Stewart, Kevin Costner diventa famoso a metà degli anni Ottanta. Nel 1983 ottiene la parte di un suicida nel dramma corale “Il grande freddo” che lo vede recitare al fianco di Glenn Close, Kevin Kline, William Hurt, Jeff Goldblum, ma è una grande delusione: tutte le sue scene vengono, infatti, tagliate in fase di montaggio. Il regista, Lawrence Kasdan, nota comunque l’attore e lo vuole per “Silverado” (1985). Il film western, interpretato anche da Kevin Kline, Scott Glenn e Danny Glover, diventa per Costner un trampolino di lancio per Hollywood.

Nel 1987, la carriera di Kevin Costner decolla con due film di successo: recita con Sean Young nel thriller “Senza via di scampo” e impersona Eliot Ness ne “Gli intoccabili“, il capolavoro di Brian De Palma con Sean Connery, Robert De Niro e Andy Garcia. L’anno successivo ottiene un ruolo nella commedia romantica “Bull Durham”, a fianco di Susan Sarandon e Tim Robbins. Nel 1989 Costner conquista la critica e il botteghino con “L’uomo dei sogni”: il suo fascino da uomo qualunque strega l’audience, soprattutto femminile. Grazie a questo successo che lo rende una vera e propria star, l’attore decide di dedicarsi al suo primo progetto da regista, “Balla coi lupi“. La realizzazione della pellicola che racconta la storia di un soldato della Guerra Civile che fa amicizia con una tribù di indiani Sioux, richiede una dedizione assoluta: le riprese vanno avanti più di 18 mesi, 5 dei quali passati esclusivamente nel Sud Dakota. “Balla coi lupi” riceve un’accoglienza che va aldilà delle più rosee aspettative: vince l’Oscar come miglior film e Costner ottiene l’ambita statuetta per la miglior regia. Sono questi anni di grazia per l’attore californiano: nel 1991 Kevin gode del successo al botteghino con la storia di azione e avventura “Robin Hood: principe dei ladri” e con lo storico “JFK – Un caso ancora aperto”; l’anno successivo è sul grande schermo con Whitney Houston nel dramma romantico “Guardia del corpo“.

Seguono un paio di delusioni. “Un mondo perfetto” (1993), film con Clint Eastwood, riceve buone critiche dagli esperti ma pochi consensi tra il pubblico. Per “Wyatt Earp” (1994), poi, le recensioni sono contrastanti e gli incassi al botteghino sono mediocri. Kevin Costner si assume in seguito dei grandi rischi sia come attore che come produttore. Nel 1995 realizza il film post-apocalittico “Waterworld” e deve fronteggiare una quantità enorme di sfide: il racconto futuristico viene girato in gran parte in mare aperto su piattaforme appositamente costruite, una delle quali affonda; il cast e la troupe devono combattere il mal di mare e le perturbazioni atmosferiche. Tutti aspetti che ritardano la produzione. Il film, interpretato anche da Dennis Hopper e Jeanne Tripplehorn, guadagna durante il primo fine settimana 21 milioni di dollari, ma ben presto perde appeal; inoltre, riceve una tiepida accoglienza da parte della critica. Imperterrito, Costner lavora su un altro progetto coraggioso, lontano dalle mode: il soggetto epico futuristico de “L’uomo del giorno dopo” (1997). Anche in questo caso non coglie l’obiettivo; per alcuni critici è il peggior film dell’anno, troppo pretenzioso e troppo lungo. Gli anni successivi vedono Kevin un po’ ai margini, fino al 2000 quando offre una performance impressionante e dimostra nuovamente il suo grande talento ai critici con “Thirteen Days“, pellicola sulla crisi missilistica cubana del 1962.

Nel 2005 Kevin Costner si dedica a un’altra delle sue grandi passioni, la musica. Inizia a lavorare con la band Modern West e, nel 2008, pubblica l’album “Untold Truths”. Seguono “Turn It On” (2010) e “From Where I Stand” (2011) e diversi tour in giro per il mondo. Costner, tuttavia, non volta le spalle alla recitazione. Appare nella commedia “Swing Vote”(2008) e nel dramma “The Company Men” (2010) con Chris Cooper, Ben Affleck e Tommy Lee Jones. Nel 2012 affronta un ruolo intrigante sul piccolo schermo: è Devil Anse Hatfield, il protagonista della miniserie di History Channel “Hatfields & McCoys”. Per la sua performance vince un Emmy Award come miglior attore. Lo stesso anno Kevin vive un momento di profondo choc a causa della morte di Whitney Houston. Nel 2014 recita in numerosi film, tra cui “L’uomo d’acciaio”, “Jack Ryan – L’iniziazione”, “3 Days to ill”, “Draft Day e “Black or White”. Nel 2015 interpreta il ruolo dell’allenatore Jim White in “McFarland, USA”, mentre nel 2016 appare in “Criminal” e “Il diritto di contare”. Per quanto riguarda la sua vita privata, Kevin Costner è sposato, dal 2004, con Christine Baumgartner. La coppia ha tre figli, Cayden Wyatt e Hayes Logan e Grace Avery. Costner ha avuto Annie, Lily e Joe dal suo primo matrimonio con Cindy Silva e Liam dal suo rapporto con Bridget Rooney.

Kevin Costner, attore: biografia e curiosità