Italo Calvino, scrittore: biografia e curiosità

Scopriamo la vita e le curiosità di Italo Calvino, grande scrittore italiano, impegnato anche come partigiano durante la seconda guerra mondiale e la pubblicazione di articolo in riviste

Italo Calvino era uno scrittore italiano molto rinomato nel settore. I suoi impegni però coinvolgevano anche altri campi come la politica e la cultura in generale, viene anche ricordato per il suo impegno civile e per la sua partecipazione alla seconda guerra mondiale come partigiano italiano. Considerato come uno dei narratori più influenti e importanti del novecento italiano, si è sempre contraddistinto per un modo di scrivere totalmente indipendente dalle tendenze letterarie che si susseguivano. Nonostante questo però è riuscito a seguirle tutte, compreso il neorealismo. La sua passione per numerosi campi della cultura è dimostrata e documentata da una serie di opere letterarie molto famose, come ad esempio Le cosmicomiche e Marcovaldo. Italo Calvino, nonostante sia un grandioso scrittore italiano ha origini cubane, infatti nacque il 14 ottobre 1923 a cuba da genitori provenienti dall’Italia. Il padre si occupava di coltivare agrumi ed era originario della cittadina di Sanremo mentre la madre era originaria della Sardegna , per essere precisi della città di Sassari, ed era un insegnante della facoltà di botanica presso l’università di Pavia. Entrambi si trasferirono a Cuba dopo il primo conflitto mondiale. Della permanenza nello stato cubano, Italo Calvino non ricorda pressoché nulla, e dopo solo due anni di vita la famiglia Calvino decide di tornare nello stato Italiano, ritorno ritardato a causa della sua nascita.

Il ritorno in Italia e i successivi anni corrispondenti alla sua infanzia sono vissuti relativamente bene e tranquilli. La famiglia Calvino però risulterà essere una famiglia abbastanza anormale per l’epoca e per tutte le famiglie che abitavano a Sanremo. Questo è dovuto al fatto che i genitori avevano ideologie e passioni molto singolari per l’epoca. Neanche il periodo fascista, per quanto duro, sembra intaccare la tranquilla infanzia di Italo calvino. Infatti inizierà a frequentare l’asilo e successivamente diventerà un balilla, come tutti i bambini di nazionalità italiana. Naturalmente per la famiglia non è un periodo molto semplice, infatti entrambi i genitori erano socialisti, e appoggiare il fascismo risultò difficile ma necessario, per garantirsi un posto di lavoro. Durante il periodo della adolescenza riesce ad accedere al ginnasio ed è proprio in questo periodo che Calvino inizierà ad approcciarsi alla letteratura che stimolerà il suo interesse per la produzione di opere. Inoltre si appassiona anche di riviste umoristiche, di cinema e fumetti. Nonostante sia una persona molto aperta e impegnato sia civilmente e a livello letterario, con la produzione di saggi e poesie, questo periodo finirà con lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Durante questo conflitto mondiale riuscirà a completare gli studi al ginnasio e a fare 4 esami all’università agraria, ma senza una reale passione per essa. Invece continua a coltivare sempre di più gli interessi che aveva dimostrato di avere durante gli anni della scuola, scrivendo recensioni di film, lavori teatrali e un libro, intitolato Pazzo io o pazzi gli altri. Tentò inoltre di farlo pubblicare da una casa editrice fallendo nell’impresa. Degna di nota è la trama, che parla di un dispositivo capace di spazzare via il genere umano, paradossalmente aveva previsto l’utilizzo della bomba atomica da parte dell’uomo. I suoi gusti letterari si spostano gradualmente su Montale e altri autori simili, arrivando quasi a fondere la passione della letteratura con quella della politica. Durante il periodo all’università inizierà a maturare le proprie scelte politiche e nel periodo in cui l’Italia viene occupata dalla Germania a Nord, formando la repubblica di Salò e il successivo arresto di Mussolini , fugge via, in modo da non essere arruolato nell’esercito. Il periodo di latitanza e solitudine segneranno molto Italo Calvino e la sua produzione letteraria.

Durante il secondo conflitto mondiale si impegnò molto anche come partigiano, arrivando a combattere diverse battaglie, tra cui anche la famosissima battaglia di Baiardo, di cui scriverà un racconto intitolato Ricordo di una battaglia. Inoltre il periodo vissuto tra i partigiani saranno fonte d’ispirazione anche per altre opere letterarie, come il romanzo intitolato Il sentiero dei nidi di ragno o una sorta di raccolta di numerosi racconti chiamata Ultimo viene il corvo. Entrambi i manoscritti sono fatti seguendo due tipologie di scrittura diverse. Nel dopoguerra i suoi impegni non diminuiscono, infatti inizia a collaborare con numerose riviste e con l’editore che qualche anno prima aveva rifiutato di pubblicare un suo manoscritto. Inoltre si scrive al partito comunista. Inoltre pubblica numerose opere, come Il castello dei destini incrociati, Le città invisibili e lavora anche per la Rai, presso un programma radiofonico. Ed è proprio in questo periodo che conosce la sua maturità letteraria e politica. Nel 1985 purtroppo viene colto da un ictus mentre stava nella casa in toscana. Nonostante sia ricoverato in ospedale e operato al cervello, le sue condizioni si aggravano e il 19 settembre 1985 muore per una emorragia cerebrale .

Italo Calvino, scrittore: biografia e curiosità