Giuliano Ferrara, giornalista: biografia e curiosità

Giuliano Ferrara ha svolto un ruolo fondamentale sia nel giornalismo che nella politica italiana. Ecco alcune informazioni utili sulla carriera di questo personaggio

Giuliano Ferrara è nato il 7 gennaio 1952 a Roma. Si tratta di un personaggio noto nel mondo del giornalismo. Ferrara è riconosciuto anche in qualità di conduttore televisivo e politico. Ha fatto parte del Parlamento Europeo nel “PSI” ed è stato “Ministro per i rapporti” con il Parlamento del “Governo Berlusconi”. Ferrara ha inoltre fondato la rivista “Il Foglio” per la quale ha svolto anche il ruolo di direttore. In ambito giornalistico è stato anche editorialista del “Giornale”. Il padre, “Maurizio Ferrara” era il presidente della “Regione Lazio”. La madre, “Marcella de Francesco” ha svolto il ruolo di segretaria di “Togliatti”. Ferrara si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza che abbandonò dopo alcuni anni. Fu proprio in questo periodo della sua vita che decise di avvicinarsi al settore politico in qualità di “contestatore sessantottino”. Al contempo, Giuliano Ferrara iniziò ad avvicinarsi al mondo dello spettacolo, in qualità di “corista” all’interno dell’esibizione rock “Then an Alley”, basata su varie composizioni di Bob Dylan. Agli inizi degli anni settanta entra a far parte del “Partito Comunista Italiano di Torino” come responsabile e dell’organizzazione “Fiat”. Agli inizi degli anni ottanta, Giuliano Ferrara diviene consigliere comunale di Torino. Non passò inosservato il diverbio per la celebrazione musicale per la pace”Mille musicisti” tenutasi nel 1982 nella città torinese. Ferrara chiese poco prima dell’inizio che lo spettacolo fosse dedicato alle vittime di “Sabra”, ma gli organizzatori non accettarono.

Al termine dell’esibizione, il politico raccontò pubblicamente tale vicenda dalla quale presero vita numerose polemiche. Gli organizzatori dichiararono che non era il caso di mettere in evidenza questa sorta di messa in scena. Ferrara ricoprì il ruolo di consigliere comunale fino alla fine del 1982. Successivamente ha lavorato per vari progetti per la rivista “L’espresso” e ha reso nota la sua approvazione verso la posizione di “Giorgio Napolitano”. A metà degli anni ottanta, si avvicina così al “Partito Socialista Italiano”. Successivamente Ferrara dichiarò di essersi discostato più volte dall’ideologia “comunista” prima della “caduta del muro di Berlino”. Alcuni hanno invece interpretato questi suoi movimenti politici come delle vere e proprie strategie, visto il ruolo ricoperto da “Bettino Craxi” come “Presidente del Consiglio” in quello stesso periodo. Durante gli anni ottanta collabora con il “Corriere della Sera” per il quale firma i suoi contenuti con il nome d’arte “Piero Dall’Ora”. Fonda anche la rubrica “Bretelle rosse”. Allo stesso tempo entra a far parte della redazione di “Reporter”. Agli inizi degli anni duemila, Giuliano Ferrara ha affermato di essere stato confidente retribuito della “CIA” durante gli anni ’80. Verso la fine del 1987, il politico debutta nel mondo televisivo. Ferrara approda quindi in Tv con la trasmissione “Linea Rovente”, mandata in onda su Rai Tre.

L’anno seguente passa su Rai Due con il programma “Il testimone”. Pochi mesi dopo firma un accordo che gli assicura dei guadagni molto elevati per la conduzione della trasmissione “Radio Londra”, mandata in onda su Canale 5. Successivamente conduce anche “Il gatto”, sempre sulla stessa emittente televisiva. Giuliano Ferrara tornerà a collaborare con Canale 5 per la trasmissione “Radio Londra” agli inizi degli anni novanta. Dopodiché fa il suo esordio nella Mediaset con il programma “L’istruttoria” , trasmesso su Italia Uno. Con questa trasmissione il politico coglie l’occasione per manifestare i suoi pensieri nei confronti delle inchieste relative alla vicenda “Tangentopoli”. Nello stesso periodo continua a dedicarsi al mondo televisivo al fianco della moglie “Anselma Dell’Olio” in qualità di presentatore del programma “Lezioni d’amore”, basato su tematiche sessuali. La trasmissione diventa un vero e proprio “caso politico” tanto che dopo alcuni giorni viene definitivamente annullata da Silvio Berlusconi. Con l’ascesa di quest’ultimo, Giuliano Ferrara abbandona insieme ad altri colleghi il “PSI”. E’ stato ideatore della rivista “Il Foglio” per la quale lavora anche la seconda compagna di Berlusconi, ovvero “Veronica Lario”.

A metà degli anni novanta viene assunto per ricoprire l’incarico di direttore della rivista “Panorama“. Ferrara torna in televisione verso al fine degli anni novanta, nel ruolo di presentatore di uno spettacolo chiamato “Piazza Fontana – Storia di un complotto” basata su una vera e propria lezione di storia presentata dal giornalista. A causa della strage dell’11 settembre 2001, i metodi politici e le aspettative di Ferrara subiscono un vero e proprio cambio di direzione tanto da essere considerato da “Eugenio Scalfari” un “ateo devoto”. Oltre ad essere stato il dirigente de “Il Foglio”, Giuliano Ferrara ha condotto il programma “Otto e mezzo” trasmesso su LA7, per il quale ha svolto anche l’incarico di autore. Ha presentato questa trasmissione al fianco di “Gad Lerner” e “Barbara Palombelli”. Il politico ha anche prodotto una raccolta di saggi intitolata “Non dubitare”. Giuliano Ferrara ha rilasciato alcune dichiarazioni per quanto riguarda la sua posizione nei confronti dell’omosessualità, affermando che quest’ultima sia contro natura. Ha inoltre dichiarato che l’adozione ai gay è qualcosa di spaventoso e ridicolo. Dal 1987 il giornalista è sposato con la sua compagna “Anselma Dell’Olio”, una nota scrittrice statunitense. Durante la conduzione del programma “Otto e mezzo” Ferrara ha definito l’aborto un vero e proprio scandalo della storia, considerandolo un omicidio. Ferrara sostiene che tra i motivi che spingono le donne all’aborto vi sia la solitudine, la mancanza del supporto economico durante il periodo della dolce attesa, nonché l’assenza dei partner i quali non offrono alle donne il giusto sostegno. Lo stesso giornalista ha affermato che tre sue ex compagne decisero di abortire quando aveva 20 anni.

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