Gandhi, politico, filosofo: biografia e curiosità

Gandhi è stato un noto avvocato indiano, ma ha svolto un ruolo importante anche in ambito filosofico, ecco tutte le informazioni più importanti sulla sua vita

Gandhi è stato un’importante guida spirituale per il suo paese. Questo personaggio è noto anche con il nome di “Mahatma” che significa “grande anima”. Questo grande filosofo nacque il 2 ottobre 1869 a Porbandar in India ed oltre ad essere un importante punto di riferimento in ambito politico, è stato anche avvocato. Uno dei suoi pensieri più importanti è “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Riconosciuto come pioniere e teorico del satyagraha, ovvero la resistenza all’oppressione attraverso la disobbedienza civile di massa che portò l’India all’indipendenza. Grazie alle sue azioni, Gandhi è stato un simbolo di ispirazione per movimenti basati sulla difesa dei diritti civili come Nelson Mandela. In India, Gandhi è stato considerato “Padre della nazione” e il giorno della sua nascita, ovvero il 2 ottobre, è una giornata di celebrazione. Gandhi nasce in una cittadina di pescatori situata in India. La sua famiglia fa parte della comunità modh, ovvero un movimento dedito al commercio per tradizione: il nominativo Gandhi sta a significare, infatti, “droghiere”. Durante i primi anni del suo percorso scolastico, Gandhi non nutre molta stima da parte degli altri. Dopodiché prosegue i suoi studi superiori presso Rajkot.

Gandhi ha sposato alla sola età di 13 anni, una ragazza di 14 anni di nome Kastürbā Gāndhi, originaria di una famiglia dalle modeste condizioni economiche. Il matrimonio in età così giovanile, era basato sulla tradizione indù. Gandhi è considerato uno dei più grandi pensatori ed ha voluto mettere in evidenza il suo disappunto per quanto riguarda questi matrimoni giovanili, dichiarando “la crudele usanza dei matrimoni infantili”. Da questo matrimonio nacque il primo bambino della coppia, il quale morì dopo pochi giorni. Successivamente nacquero altri figli, tutti maschi. A 18 anni, dopo la tragica morte del padre, Gandhi si trasferisce a Londra per studiare da avvocato presso la University College. A causa dell’impossibilità di rispettare i precetti induisti in Inghilterra, la casta si oppone e Gandhi non può più partire. Il filosofo decide di partire lo stesso, nonostante i diverbi. Di conseguenza viene dichiarato “fuori casta” dal capo della comunità.

Noto simbolo di ispiraziocne anche per Martin Luther King,, le origini di Gandhi erano benestanti, nelle ultime generazioni la sua famiglia ricoprì alcuni ruoli importanti nelle corti del “Kathiawar”. Generalmente, la loro religione era Vaishnava; ovvero facevano parte di un gruppo Hindù, il quale venerava Vishnù. Nel 1893 Gandhi va in Sud Africa nel ruolo di consulente legale per una società indiana. E’ proprio qui che resterà per ben 21 anni. In questo periodo della sua vita, Gandhi si trova ad affrontare una realtà davvero difficile, ovvero la segregazione razziale contro migliaia di immigrati indiani. Il forte sdegno per le discriminazioni razziali da parte dei suoi connazionali portano Gandhi ad una lotta politica basata sul riconoscimento dei diritti. Nel 1906 mette in atto, a livello di massa, i suoi obiettivi, sulla base di una resistenza priva di violenza, chiamata anche “Satyagraha”, considerata come una sorta di “pressione di massa”. Il pensiero di Gandhi dunque si è sempre basato su una ribellione pacifica, senza alcun tipo di violenza. Il governo del Sud Africa ha messo in atto delle importanti riforme per i diritti dei lavoratori indiani.

In primis sono state rimosse le vecchie leggi discriminatorie, in modo tale da favorire il riconoscimento ai nuovi immigrati. In questo modo si poteva raggiungere la parità dei diritti. Nel 1915 Gandhi fa il suo ritorno in India, dove gira voce di alcuni atti di ribellione contro la prepotenza del dominio britannico. In particolare, la nuova legge prevedeva di sequestrare le terre dei contadini se queste erano prive di raccolto. A questo punto Gandhi divenne il leader del “Partito del Congresso” che ha messo in atto la lotta per la liberazione dal colonialismo britannico. Nel 1919 prende il via una vera e propria ribellione civile, mediante il boicottaggio delle merci inglesi. Non solo, anche le imposte non venivano più pagate. In seguito a questo evento, Gandhi fu arrestato e restò in carcere per alcuni mesi, ma una volta fuori tornò a lottare. Venne quindi arrestato ancora una volta e rilasciato. Una volta fuori richiese l’indipendenza del suo paese presso la Conferenza di Londra, per discutere su questa complessità relativa agli indiani. Si mette in atto quindi un terzo gruppo di resistenza, ovvero la “marcia del sale” la quale prevedeva la ribellione e l’opposizione contro la tassa sul sale. Quest’ultima, in particolare, colpiva le famiglie più povere. La campagna iniziò ad ampliarsi con azioni di boicottaggio. Gandhi e la moglie furono arrestati dagli inglesi insieme ad altre 50.000 persone. Il filosofo, inoltre, finì in carcere anche negli anni seguenti. Nel 1947 l’India divenne un paese indipendente, ma Gandhi visse questo periodo con forte dolore, in quanto il paese era diviso in due stati, ovvero India e Pakistan, dando vita alla separazione fra indù e musulmani che sfociò in una violenta guerra civile nel 1947. Gandhi venne ucciso il 30 gennaio 1948 da un fanatico oppositore, durante un incontro di preghiera.

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