Friedrich Nietzsche, filosofo: biografia e curiosità

Scopriamo insieme la vita di Friedrich Nietzsche, un noto filosofo e letterato tedesco vissuto alla fine del 1800 e passato alla storia per le sue numerose opere e la sua tipologia di pensiero.

Friedrich Nietzsche è stato un famosissimo filosofo, compositore di poesie tedesco e scrittore vissuto verso la fine del 1800 e inizi del 1900. Tutt’oggi viene considerato tra i massimi esponenti della filosofia tedesca e mondiale dato il suo pensiero riguardo la filosofia stessa e altri campi come la scienza, la letteratura e la politica. Ancora oggi l’influenza delle sue opere è molto sentita. Friedrich Nietzsche nasce in un villaggio denominato Rochen, situato in Prussia, nella parte meridionale. Il suo nome nasce dal desiderio dei genitori di onorare il re che aveva il trono nella nazione in quel particolare periodo storico, ossia Federico Guglielmo IV di Prussia, che proprio nel giorno della nascita di Nietzsche compiva anche lui gli anni. Il filosofo però non volle tenere questo nome e anni dopo tentò di cambiarlo, usando un secondo nome. Dopo la morte del padre avvenuta il 27 luglio del 1849 a causa di una malattia celebrale o di un tumore, la famiglia è costretta a trasferirsi a Naumburg per stare vicino ai parenti ancora in vita della madre, ed nel 1856 in una casa studio. Ed è proprio in questo periodo che inizia lo studio della letteratura classica e della religione. I suoi studi continueranno per anni, arrivando anche a frequentare numerose università e poeti che influenzeranno il suo modo di pensare e di vedere il mondo.

Nel 1865 arriverà a frequentare l’università di Lipsia per approfondire le sue conoscenze nel campo della filosofia, e rimane molto colpito dalle opere di Platone e di Schopenhauer. Tutta la sua produzione letteraria verrà influenzata notevolmente dal pensiero e le opere di questi due grandi autori. Successivamente fa un’anno di esercito, e finisce per richiedere il congedo anticipato dopo un serio infortunio allo sterno, che gli provocò 6 mesi di totale immobilità. Nonostante tutto però riesce ad essere assunto dall’ università di Lipsia come insegnante privato, grazie ad un saggio incentrato su Diogene Laerzio. Attraverso la sua produzione di saggi otterrà anche una laurea dalla stessa università e il posto di professore nella università di Basilea. In questo periodo storico Friedrich Nietzsche conosce e collabora attivamente con numerosi filosofi, famosi in quell’epoca, tra cui Cosima e Richard Wagner, arrivando a lavorare per loro ricoprendo il ruolo di segretario tuttofare e correttore di bozze. Successivamente però riprende l’attività militare durante la guerra franco-prussiana divenendo un infermiere addetto al trasporto dei feriti mediante una barella.

Dopo pochissimo tempo passato nelle prime linee però si ammala e inizia a risentire di diverse malattie tra cui la difterite e la dissenteria, cosa che lo porterà ad essere congedato nuovamente. Anche la sua produzione letteraria procede molto bene, infatti in pochi anni, oltre ai saggi pubblicherà numerose opere tra cui Considerazioni inattuali (1876) e Umano, troppo umano. Però questa sua incessante attività letteraria e il suo stato di salute precario pregiudicato da forti mal di testa e dolore agli occhi (alcuni ipotizzano che potessero essere i primi sintomi della malattia cerebrale che lo colpirà qualche anni dopo) lo costrinsero ad abbandonare la cattedra a circa 34 anni. Dopo diversi anni e numerose opere pubblicate il suo stato di salute era notevolmente aggravato, e nel 1889 culminò con un crollo totale della sua mente, dovuto probabilmente a una malattia neurologica. Da molti è ricordata la sua prima manifestazione di delirio in pubblico, dove dopo aver visto un cavallo frustato dal suo conducente, essersi alzato e aver abbracciato l’animale stesso, cadde in preda a forti spasmi.

Nessuno sa quale malattia lo affliggesse, molti ipotizzano un tumore al cervello o la neurosifilide, ma una delle cause riconosciute da tutte è sicuramente il fatto che gli sforzi per mantenere elevata la sua produzione letteraria gli causarono notevoli problemi di salute. Infine dopo aver perso numerose volte la parola, e aver subito numerose paralisi, tanto da essere costretto a muoversi in sedia rotelle, il 25 agosto 1900 muore a causa della polmonite che lo aveva colpito poco prima. Divenne molto famoso anche grazie alla tipologia di pensiero riguardo numerosi campi, uno fra tutti è senz’altro la teoria dell’eterno ritorno. Nietzsche sostiene apertamente che secondo lui l’eterno ritorno non vuol dire altro che vivere la vita e ogni momento in modo totalmente indipendente dagli altri momenti, come se fossero dotati di senso proprio, ma non solo, ritiene sia fondamentale che ogni persona accetti la vita in modo incondizionato così da vivere felici. Inoltre numerose volte ha criticato il Cristianesimo, ritenendo che la chiesa avesse classificato o ritenuto come peccati i molti piaceri usufruibili durante il soggiorno sulla terra, difendendo un Dio degli infermi.

Friedrich Nietzsche, filosofo: biografia e curiosità