Ecco perché gli inglesi non ci vogliono

La Gran Bretagna snobba l'Europa. Ma l'Europa non può fare a meno di lei

La Gran Bretagna è un’isola e ama isolarsi. Lo ha dimostrato in questi giorni, dicendo no al trattato di Schengen e no all’accoglienza di altri immigrati, compresi gli europei. Ma non è una novità, non c’è da gridare allo scandalo.

La Gran Bretagna, in Europa, è sempre stata un po’ più uguale degli altri. Si è fatta pregare per entrarci (nel 1973), ha sempre remato contro la politica agricola comune, ha spesso privilegiato l’alleanza con gli Stati Uniti a quella con gli altri europei. Anche Bruxelles ha accettato di trattarla diversamente, sapendo che Londra aveva già il suo bel da fare per tenere uniti scozzesi e gallesi, figuriamoci francesi e tedeschi.

L’Unione Europea ha concesso agli inglesi di fare opt out, ovvero di conservare il diritto a restare fuori, in quattro settori: Area di Libertà, Sicurezza e Giustizia, trattato di Schengen, Unione monetaria e persino la Carta sui diritti fondamentali. Ma agli inglesi non basta, e per il 2017 hanno indetto un referendum sull’uscita dalla Ue. Forse non ne avranno davvero il coraggio, forse resteranno in Europa, ma a quale prezzo?

Pur di tenerli dentro Bruxelles concederà ancora privilegi. Perché perdere uno Stato membro come la Gran Bretagna non è roba da poco: è il Paese con il secondo Pil del continente (dopo la Germania) e contribuisce al budget dell’Unione con ben 17 miliardi di euro. E siccome ne riceve in cambio – come investimenti, sussidi, finanziamenti di progetti – solo 7, il suo contributo netto è altissimo, secondo solo a quello della Germania.

E anche se le dichiarazioni del ministro degli Interni May – basta con gli studenti europei che vengono a Londra e poi non se vanno più – erano poco più che una provocazione, c’è poco da star tranquilli. I dati che ha fornito il ministro erano inesatti e sia il presidente di Confindustria che esponenti del suo partito l’hanno criticata aspramente. Ma Bruxelles ha dovuto difendere la libertà di circolazione e cominciare a prendere le misure con il nuovo round di euroscetticismo britannico che segnerà la vigilia del referendum.

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cecilia-tosi120CECILIA TOSI
Esperta di politica internazionale, curatrice della rubrica Domina per Limes, Rivista italiana di geopolitica. Già caporedattrice del settimanale Left, collabora con numerose testate nazionali e internazionali. Qui potete leggere la sua rubrica su Limes

Ecco perché gli inglesi non ci vogliono