Colonia. Abusate due volte

Non bastano gli stupri, le donne tedesche ora vengono violentate anche dai maschilisti europei

Ecco l’opinione raccolta da un giornalista tedesco a una manifestazione di estrema destra che si è svolta pochi giorni fa per le strade di Leipzig:

Le molestie sessuali avvenute in Germania a Capodanno sono in principio cattive per le donne, ma in pratica buone per noi, perché così tutta la gente si sveglierà.

Sventolando la bandiera tedesca e mostrando manifesti contro gli immigrati, infatti, i movimenti xenofobi di tutta la Germania hanno approfittato dei fatti di Colonia per raccogliere consenso e chiedere al governo di chiudere le porte agli immigrati. Le violenze subite da centinaia di ragazze tedesche sono dunque diventate il pretesto dei gruppi razzisti di tutta Europa per chiedere il respingimento di tutti gli stranieri, comprese le donne e i bambini che scappano dalla guerra. Le parole d’ordine di questi gruppi assumono i toni maschilisti tipici dell’estrema destra: è compito dell’uomo proteggere la sua donna, a costo di sputare in faccia a chiunque osi mettere in discussione il nostro stile di vita, soprattutto costringendoci ad aprire il portafoglio per ospitarlo.

Nazionalisti ed euroscettici di tutto il continente si rallegrano. Angela Merkel, tanto disponibile con i rifugiati provenienti da Siria e Iraq, se l’è cercata. E non importa se i sospettati delle violenze sono tutti di origine algerina o marocchina, e con i profughi arrivati in questi mesi hanno poco a che fare. Questo è il momento da sfruttare per chiudere le frontiere, e magari anche uscire dall’Unione europea. Così sostiene l’inglese Dominic Cummings, direttore  della campagna Odyssean Project, che propugna l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, dichiara:

Rimanere in Europa aumenta le probabilità che anche da noi si verifichi un attacco in stile Colonia.

Nel 2017, infatti, i britannici saranno chiamati a votare in un referendum sull’appartenenza all’Unione e gli euroscettici colgono l’”occasione” delle violenze in Germania per foraggiare la loro causa. Uno dei twitter di Cammings recita: “Leggi Ue = una volta che i violentatori di Colonia ottengono la cittadinanza possono volare nel Regno Unito e non c’è più niente che possiamo fare. Vota per uscire = la scelta più sicura”. Cittadinanza? Quale cittadinanza? Nessun immigrato in Germania può sperare di ottenere la cittadinanza in Germania se non dopo 6 o 8 anni di permanenza con regolare contratto di soggiorno, lavoro fisso e condotta irreprensibile. Ma per convincere l’elettorato bastano le parole, non servono i fatti.

I tedeschi, ovviamente, sono stati i primi ad essere travolti dall’ondata nazionalista. Le manifestazioni del gruppo Pegida contro gli immigrati sono iniziate prima che si capisse cosa era successo a Colonia e in quattro e quattr’otto sono apparsi ovunque poster e magliette con la scritta “rapefugees not welcome”, che creano un neologismo mischiando le parole rifugiato e stupratore. Subito le proteste sono arrivati in Finlandia, dove già sono nate le ronde “ anti richiedente-asilo” che pattugliano i quartieri in difesa della “donna finlandese”. E infine le dichiarazioni al fulmicotone dell’olandese Geert Wilders, leader del Partito della Libertà e probabile vincitore delle prossime elezioni:

Dobbiamo chiudere tutte le nostre frontiere. Finché non lo facciamo le nostre donne saranno in pericolo a causa della bomba di testosterone islamica. Dobbiamo rinchiudere tutti i rifugiati in appositi centri. Dobbiamo fermare il jihad sessuale.

E in un pezzo pubblicato a metà gennaio dal quotidiano francese L’Opinion, anche la leader del Front National Martine Le Pen ha citato i fatti di Colonia per suffragare una nuova ipotesi: che i diritti delle donne in Europa sarebbero compromessi dall’afflusso di rifugiati. Stupefatte le attiviste di Osez Le feminisme:

La Le Pen si è sempre disinteressata ai diritti delle donne. Il fatto che ora li usi a scopi razzisti è per noi intollerabile.

Senz’altro non è la tutela dei diritti femminili che interessa ai nazionalisti, per i quali non è importante se milioni di donne marciscono nei campi profughi o se le immigrate di fede islamica vengono violentate dentro i centri d’accoglienza. L’obiettivo è l’assoluzione degli uomini, e la salvaguardia del loro ruolo di difensori dell’onorabilità patrìa.

Per saperne di più, vai su dominablog.com. Cecilia Tosi cura la rubrica Domina sul sito di Limes

cecilia-tosi120CECILIA TOSI
Esperta di politica internazionale, curatrice della rubrica Domina per Limes, Rivista italiana di geopolitica. Già caporedattrice del settimanale Left, collabora con numerose testate nazionali e internazionali. Qui potete leggere la sua rubrica su Limes

Colonia. Abusate due volte