Antonio Gramsci, politico: biografia e curiosità

Chi era Antonio Gramsci? Scopriamo tutto ciò che riguarda la vita e le curiosità di questo scrittore e politico italiano molto famoso in tutto il mondo

Antonio Gramsci, conosciuto anche come Antonio Francesco Gramsci è stata una personalità di spicco all’interno del mondo della politica, essendo uno dei principali fondatori del partito Comunista all’interno dei confini italiani. Alcuni dei suoi scritti infatti analizzano profondamente il pensiero Marxista, affrontando temi come l’egemonia delle persone potenti sul popolo normale. A causa della sua ideologia politica, durante il periodo del fascismo venne rinchiuso all’interno di un carcere. Oltre alla sua attività di politico viene ricordato anche per le sue attività di scrittore, critico letterario, giornalista di spessore e filosofo. Gramsci nasce ad Ales, in un paesino situato nella provincia di Oristano in Sardegna, da madre sarda e padre albanese, che si trasferì in Italia per poter lavorare all’ufficio dei registri del comune di Ghilarza. La sua infanzia è segnata da una grave malattia, ossia il morbo di Pott una specie di tubercolosi che nel corso degli anni degenerò causando notevoli problemi al bambino, tanto che in età adulta non riuscirà mai a superare il metro e mezzo di altezza a causa delle malformazioni della colonna vertebrale. Dopo che il padre di Gramsci fu arrestato per falsità in atti, peculato e concussione, dovette iniziare a lavorare per aiutare a sostentare la famiglia, trovando un impiego dal veterinario del paese e cucendo qualche camicia.

La sua carriera scolastica inizierà a 7 anni a causa dei problemi di salute , iscrivendosi alle scuole elementari e concludendole nel 1903, con una media voti altissima. Purtroppo però la situazione economica familiare non poté permettergli di iscriversi al Ginnasio, dal momento che doveva lavorare per poter aiutare la propria famiglia a livello economico. Solamente dopo la scarcerazione del padre, avvenuta il 31 gennaio 1904, e dopo molto sacrifici ebbe modo di iscriversi al Ginnasio di Santu Lussurgiu. Dopo aver conseguito la licenza ginnasiale si trasferì a Cagliari per poter frequentare il Liceo Dettori; i primi mesi saranno duri dal momento che la sua preparazione non era delle migliori, ma nonostante ciò recuperò senza problemi. La lettura e lo studio erano impegni molto importanti per lui, e li praticava ogni giorno, arrivando a leggere romanzi e materiale socialista portato dal fratello, impiegato come segretario della sezione socialista di Cagliari. Nel 1910, grazie al rapporto con il professore di lettere italiane Raffa Garzia, impiegato anche come direttore del quotidiano l’Unione Sarda , ebbe modo di ricevere la tessera di giornalista e vedersi pubblicare un suo articolo di cronaca ironica.

Dopo aver preso la borsa di studio per la frequentazione dell’università, ebbe modo di partire per iscriversi alla facoltà di lettere di Torino. Le difficoltà erano grandi, dal momento che la sola borsa di studio non bastava a sostentarsi completamente, ma nonostante questo la sua preparazione avveniva nel migliore dei modi, con professori del calibro di Einaudi, Ruffini e Manzini. Il 1913 è un anno importante dal momento che si pensa che si sia iscritto al partito socialista italiano. I suoi problemi di salute peggiorano, impedendogli di studiare e fare gli esami universitari nei tempi stabiliti, rischiando di fargli perdere la borsa di studio. Però data la conferma del suo stato di salute gli viene concesso di recuperarli in un secondo momento. La solitudine del Gramsci viene superata con la frequentazione dei compagni del partito e dall’impegno di giornalista, con articoli scritti per l’Avanti di Mussolini. Inizierà anche la sua attività di critico teatrale, scrivendo molto spesso su Pirandello. Dopo il suo impiego nella rivista Ordine Nuovo, l’occupazione delle fabbriche, diede il suo contributo per la nascita del nuovo partito socialista italiano, una sorta di distaccamento del partito internazionale. Questo periodo è caratterizzato da grandi impegni giornalistici e numerosi spostamenti, fino all’elezione come deputato all’interno del parlamento.

In questo periodo ebbe modo di valutare i propositi e l’operato del fascismo, contrastandone e giudicando in malo modo alcune azioni intraprese da quello che sarebbe diventato poi un regime. Tra i tanti avvenimenti di questo periodo storico è da citare anche la soppressione dei partiti e delle associazioni politiche, così che il partito socialista dovette riunirsi in gran segreto per ben due volte; il secondo tentativo fallì a causa dell’attentato a Mussolini a Bologna, che venne usato come pretesto per inasprire il controllo sul giornalismo e la politica italiana da parte dei fascisti. Così Gramsci fu arrestato e accusato di attività cospirativa e istigazione alla guerra civile più altre cose, venendo condannato a 20 anni di reclusione. All’interno del carcere ebbe modo di iniziare a scrivere alcune epistole con diversi destinatari, che dopo la sua morte furono pubblicate sotto il nome Quaderni dal carcere. Gli argomenti trattati sono vari, e vanno dal materialismo storico alla letterature e Macchiavelli. Viste le sue gravi condizioni di salute venne rilasciato in libertà condizionata, e morì il 27 aprile 1937 dopo una emorragia celebrale.

Antonio Gramsci, politico: biografia e curiosità