Giada Sundas, il bello di essere mamme (imperfette)

Giada Sundas, 23 anni, una bimba di due e un profilo Facebook che ha conquistato oltre 10.000 followers. Grazie ai suoi post irriverenti sulle difficoltà della maternità

Giada Sundas, mamma 23enne di una bimba di due, è passata attraverso due tornadi: il primo, due anni fa, quando è nata sua figlia Mya, che “le ha stravolto la vita”. Il secondo quando ha sentito la necessità di fare quello che nessuno osava, soprattutto sul web: scrostare il muro di omertà creatosi intorno alla figura della mamma perfetta e infaticabile per mostrarla in tutta la sua felice stanchezza e imperfezione, senza la paura di venir giudicata. Ottenendo un successo social inaspettato.

Perché “la mamma migliore del mondo è quella che sa di non esserlo, ma vive come se lo fosse e finisce per diventarlo”.

I suoi post, ironici, divertenti, irriverenti, sono seguiti e condivisi da migliaia di persone. Uno degli ultimi in particolare, ha suscitato molto interesse, per la capacità di raccontare “quei giorni” in cui siamo mamme imperfette.

Da cosa è nata l’urgenza di scrivere?
Ho iniziato a scrivere per dare luce a quei pensieri che mi premevano nella testa, ad un certo punto hanno iniziato a diventare ingombranti e li ho liberati facendo quello che mi viene meglio: scrivere. La maternità mi ha stravolto la vita e mi ha lasciato spiazzata, questo perché sul web si parla sempre e solo dell’aspetto positivo, dell’amore, dell’affetto, delle emozioni di questa esperienza, ma mai nessuno ti dice quanto è dura. Ho deciso di farlo io, nel modo stravagante che mi contraddistingue, ho dato alla luce l’altra faccia della medaglia. Il mio pubblico è composto principalmente da mamme felici di vedere sdoganata questa sorta di omertà creatasi intorno alla figura materna, che non può permettersi di lamentare stanchezza o frustrazione, perché duramente giudicata.

Ti aspettavi questo seguito social?
Assolutamente no, infatti inizialmente i miei post erano privati, solo i miei amici – poco più di un centinaio – ne avevano accesso, poi qualcuno ha iniziato a chiedermi la possibilità di condividere, così ho aperto le porte del mio profilo a tutti. Il risultato mi ha lasciato senza parole: nel giro di poco più di un anno, hanno deciso di seguirmi oltre diecimila persone. Devo ancora prendermi a pizzicotti ogni volta che apro Facebook.

Quali commenti ti emozionano e fanno più ridere?
Capita spessissimo che le mamme utilizzino lo spazio commenti dei miei post per sfogarsi o raccontare la loro esperienza riguardo l’argomento trattato. È incredibile quanto siano sincere le persone quando si sentono comprese e spalleggiate. Leggo sempre con piacere i commenti che vengono lasciati sul mio profilo, sono sempre tutti molto divertenti perché seguono lo stile irriverente del post.

Qualche osservazione che ti ha infastidita?
È successo che qualcuno mi facesse presente che avrei fatto meglio a chiudere le gambe ed evitare di mette al mondo un figlio, visto che sono solo capace di lamentarmi. Preferisco non entrare troppo nel merito, perché questi commenti mi hanno fatto molto male. Queste sono le persone che non comprendono la mia ironia e che soprattutto mitizzano la figura della mamma come un essere infaticabile.

La cosa più difficile dell’essere mamma, oggi?
Come ho già detto, la cosa più difficile di essere mamma è dover nascondere al mondo di essere stanca. Guardarsi intorno e rendersi conto di essere l’unica senza mantello, non potersi confrontare per paura di essere sotterrata sotto un bancale di critiche, sentirsi dire “hai voluto la bicicletta?”… La cosa più difficile di essere mamma oggi è il duro confronto che facciamo guardando chi se la cava meglio di noi, o che ostenta di farlo.

E la differenza tra mamme e papà?
La differenza tra un papà e una mamma la potete trovare in un qualsiasi libro di anatomia umana.

L’osservazione più bella che ti ha mai fatto di tua figlia?
Mia figlia è molto legata al suo papà, non si premura troppo di nascondere che lui è il suo preferito tra noi due e un giorno mi ha detto: “mamma, hai visto che bello che è papà?”, la cosa mi ha fatto sorridere e le ho risposto “sì, altrimenti tu non saresti mai nata”.

Hai 23 anni. Se fai tu tutta questa fatica, come pensi possa farcela una mamma over 35? 
Essere mamma non è faticoso. È stancante, impegnativo e a volte frustrante, ma mai faticoso. Portare tutta la spesa dalla macchina a casa in un solo giro è faticoso, spiegare a tuo marito che, sì, le mutande sono proprio lì nel cassetto è faticoso, insegnare a tua madre come funziona uno smartphone è faticoso, ma un figlio no. In realtà non so rispondere a questa domanda, penso che quando nasce un figlio, nasce una mamma. Ogni volta che una donna dà alla luce un bambino, inizia una seconda vita fatta di emozioni ed esperienze nuove, quindi credo che ventitré o trentacinque non faccia poi grande differenza quando si mette un punto e si va a capo: si ricomincia tutti dallo stesso punto.

Sei mamma e lavoratrice. Cosa manca in Italia per riuscire a fare bene entrambe le cose?
Il tempo, l’unica cosa che ci manca è il tempo. Andare a lavoro per guadagnare i soldi che ci serviranno per pagare l’asilo che terrà i nostri figli mentre siamo a lavoro, è la più grande contraddizione del mondo. Trovo davvero assurdo dover sacrificare la mia intera giornata per potermi permettere di sopravvivere e assicurare un’esistenza dignitosa a mia figlia. Penso che in Italia la distribuzione degli orari dei turni lavorativi sia pressoché ridicola e invalidante per il benessere personale e familiare. In paesi come Olanda, Danimarca, Norvegia, Irlanda si lavora con una media settimanale di 29/33 ore, contro le 40 italiane. La produttività, l’efficienza, la natalità di un paese ne giovano quando la forza lavoro vive nel benessere psicofisico, non a caso i sopracitati sono stipendiati circa un quarto in più di noi.

La mamma migliore del mondo è…? 
La mamma migliore del mondo è quella che sa di non esserlo, vive come se lo fosse ed ottiene di esserlo.

Giada Sundas, il bello di essere mamme (imperfette)