L’eleganza dei legumi

legumi pasta cozze hp

Difficile vederli trionfare nei pranzi di gala, o in serate squisitamente formali. Considerati da sempre cibo dei poveri, i legumi non occupano il posto che a loro spetterebbe e sono da sempre un po’ snobbati.

Eppure ceci, faglioli, fave, piselli, cicerchie e lupini sono ricchi di virtù: recentemente uno studio presentato a Barcellona – al congresso dell’European Society of Cardiology – ha rivelato che sono ottimi alleati nella lotta contro il diabete e le malattie cardiovascolari.

Ricchi di proteine vegetali – i legumi freschi ne contengono il 6-7%, mentre quelli secchi circa il 25% – ma non solo, hanno anche un elevato valore energetico, e un alto contenuto di vitamina B, ferro e calcio.

Perfetti per chi segue diete con basso indice glicemico e deve mangiare pochi grassi, in più sono ricchi di fibre e il loro alto contenuto di scorie è un vero toccasana per la nostra pancia.

Con il freddo in agguato sono tra i cibi da scegliere per combattere le escursioni termiche, sdoganati dai grandi cuochi che li hanno portati al successo utilizzandoli in ricette gourmand, forse è il momento di prendere il coraggio a due mani e cimentarsi con questo cibo contadino.

Tra i primi a portarli alla ribalta, il ritroso e seduttivo chef Fulvio Pierangelini, che con la sua passatina di ceci con gamberi ha fatto scuola.

Molti li trovano difficili da digerire, ma per ovviare, sembra basti aggiungere all’acqua di cottura un pezzetto di alga kombu.

E’ importante far molta attenzione alla cottura, uno dei segreti è: usare sempre acqua fredda, l’altro, farli cuocere a fuoco molto basso in modo che il bollore – impercettibile – non li muova durante la cottura.

Concludendo, un buon ammollo per i legumi secchi, una cottura a fuoco lento, una pentola di coccio e l’aggiunta del sale solo a fine cottura – per tutti, freschi e secchi – garantisce la buona riuscita.

Non ci resta che profumarli con l’odore preferito: salvia, rosmarino, prezzemolo, timo o alloro, scegliere la ricetta perfetta e portarli in tavola con l’onore che meritano.
Basta cominciare, e servirli  nelle prossime cene come piatti degni di un re, magari dare il via a una nuova tendenza, salutare e originale.

 

 

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