Di birra in birra, alla scoperta della bionda per eccellenza

Tutto quello che c'è da sapere su una delle bevande più amate dagli italiani, perfetta in estate per un barbecue in giardino o per accompagnare i piatti della tradizione

È tempo di birra. Facile da abbinare, è adatta a ogni occasione. Ideale con una pizza fumante, compagna perfetta per un barbecue in giardino. Ma è ottima anche da sola, per un aperitivo a base di stuzzichini. E che dire di una birra sorseggiata in compagnia del proprio partner.

Vediamo come nasce e facciamo un po’ di ordine fra i vari tipi di birra in commercio, in modo da avere le idee chiare quando ci si trova al tavolo di un ristorante o, meglio, al bancone di un pub, a ordinare.

La birra viene prodotta attraverso la fermentazione alcolica dei cereali. La miscela che si utilizza per preparare il mosto può essere composta da uno più tipi di malto o da malti e grano duro. In alcuni casi – il mais, per esempio – è sufficiente una semplice cottura mentre in altri casi – l’orzo – è necessario “maltare” il cereale tramite l’attivazione di un enzima presente nel chicco stesso. La principale suddivisione è fra birre ad alta e bassa fermentazione (Ale e Lager): le prime si ottengono con alte temperature, le seconde con temperature minori. Esiste poi una terza categoria di birre ottenute da fermentazione spontanea chiamate Lambic. Sia le Ale che le Lager possono essere di qualsiasi gradazione e colore, quest’ultimo determinato dal grado di tostatura del cereale, basso per i “malti chiari”, via via più elevato fino alla bruciatura che dà vita ai “malti neri”.

La birra è considerata la bevanda regina dell’estate. Questo è quanto emerge da una ricerca Doxa, commissionata da Ichnusa, storico brand di birra sardo, su “Gli italiani e la routine. Fuori dalle rotte per ritrovare se stessi”. Le birre più amate dagli italiani sono quelle dal gusto originale e distintivo, non omologato. Quelle capaci di emozionare, con un’anima e una storia. Sono molto apprezzate le birre leggere e dal gusto fruttato rispetto a quelle complesse e strutturate. Sempre secondo quest’indagine, gli italiani sono sempre più alla ricerca di cibi genuini, tipici di un territorio. E i piatti migliori sono quelli magari imperfetti al primo assaggio, ma capaci di sorprendere.

Principali tipologie di birra

  • Ale (Belga, Britannica o Tedesca): si ottiene dal malto d’orzo e lieviti ad alta fermentazione. Ha un sapore dolce, dal corpo pieno e fruttato, reso amaro dall’utilizzo di erbe o spezie, solitamente luppolo.
  • Stout: sono birre molto robuste (da cui il nome), corpose, ad alta fermentazione. Di colore molto scuro, hanno una crema densa e abbondante, color nocciola, e sono di sapore amaro intenso, con note che ricordano il cacao e il caffè.
  • Weiss / Weizen: ad alta fermentazione, sono ottenute da una miscela di orzo e frumento. Leggermente cremose, di un biondo opaco e torbido (per le parti di lievito in sospensione) e di sapore speziato e acidulo, sono molto dissetanti, rinfrescanti e facilitano la digestione.
  • Lager: birre chiare a bassa fermentazione, di colore oro pallido leggermente velato. Hanno un sapore amarognolo con toni maltati.
  • Pils / Pilsner: di origine ceca, anzi boema, son le più classiche fra le lager chiare. Di colore chiaro o dorato, un po’ amare, hanno una schiuma abbondante e perlage finissimo.


Una ricetta: LA PASTELLA CON LA BIRRA, per friggere in allegria

Ingredienti: 150 grammi di farina, 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva, 1 bicchierino di acqua, 1 bott. da 60 cc di Birra, 1 bicchierino di cognac, 1 albume, sale, 1 limone, zucchero

Descrizione:  passate la farina al setaccio, aggiungete l’olio, un pizzico di sale, l’acqua e sbattete il composto con una frusta.
Versate piano piano la birra –  ghiacciata e scura – continuando a mescolare e infine aggiungete un bicchierino di cognac. Lavorate fino a quando l’impasto sarà diventato omogeneo. Fatelo riposare un po’ e al momento di friggere aggiungete – continuando a mescolare – l’albume dell’uovo montato a neve.
La consistenza deve essere abbastanza morbida, in modo che formi intorno al cibo – una volta fritto – uno strato sottile.
Ed eccovi pronti per passare nella pastella tutto il cibo che vorrete friggere, dalle mele ai fiori di zucca, dal pollo al cavolfiore, dai gamberi alle zucchine e a tutto ciò che avrete voglia di provare.
Tuffate nella pastella l’alimento prescelto e dopo averlo sgocciolato per bene, passatelo in un tegame con olio e.v.o. e girate con cura  per ottenere una doratura uniforme. Adagiate man mano ciò che friggete, in un piatto con la carta assorbente. Spolverate di sale o zucchero, a seconda di cosa avete fritto e servite subito.

Di birra in birra, alla scoperta della bionda per eccellenza