Cucina giapponese: le differenze tra sushi e sashimi

Come distinguere sushi e sashimi, due piatti tipici della cucina giapponese, molto simili tra loro ma non uguali

Entrata ormai da diversi anni in Italia, la cucina giapponese ha saputo conquistare in breve tempo tantissime persone, in particolar modo con i suoi due piatti forti: il sushi e il sashimi. Ogni ristorante giapponese che si rispetti ha infatti sul proprio menù un’ampia scelta di sushi e sashimi per soddisfare le richieste e i palati della clientela; questi due piatti sono però spesso confusi tra di loro, ed ecco una guida per distinguerli, mettendo a fuoco differenze e punti in comune.

E’ innanzitutto importante sapere che sushi è un termine giapponese che delinea diversi tipi di piatti e non uno solo (un po’ come per noi “pasta”, che non indica una sola ricetta, bensì un tipo di alimento). Il punto di partenza per ogni piatto di sushi è il riso bianco cotto e condito con sale, zucchero o aceto di riso; in seguito ad esso viene aggiunto un ripieno che varia a seconda del piatto: i cibi che con maggiore frequenza compongono il ripieno dei vari tipi di sushi sono il pesce, le uova, le verdure o le alghe. E’ proprio il genere di condimento che andrà poi a conferire il nome specifico al sushi.

Essendo ormai entrato in pianta stabile nelle cucine di mezzo mondo, il sushi è stato oggetto di rivisitazioni e aggiustamenti a seconda del paese in cui viene cucinato. Da qui deriva ad esempio la nascita del California Roll, un rotolino creato negli Stati Uniti che, insieme al riso e al pesce crudo, un ripieno di cetriolo, avocado e surimi, mentre all’esterno viene rivestito con uova di pesce o semi di sesamo tostati.
Bizzarre poi le combinazioni con tonno piccante, capesante, formaggi e addirittura carne di manzo e pollo, in barba a ogni tradizione giapponese che mai presenta il sushi insieme a carni bianche o rosse che siano.

Il sashimi invece è il nome giapponese che viene dato ad un piatto di pesce crudo tagliato in fettine più o meno sottili e presentato senza essere affiancato a riso o altre pietanze. Il sashimi (che nelle sue versioni più classiche è a base di salmone o tonno) si accompagna spesso a dei condimenti, fra cui spiccano il wasabi (pasta di colore verde e dalla nota molto piccante estratta dall’omonima radice giapponese), la salsa di soia o la salsa ponzu (preparato a base di aceto di riso, mirin, fiocchi di katsuobushi e alghe).

Cucina giapponese: le differenze tra sushi e sashimi