Conservanti, coloranti e aromi artificiali: rischi e come riconoscerli

Conservanti, coloranti e aromi artificiali: impariamo a conoscere gli additivi alimentari

additivi alimentari

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Conservanti, coloranti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, aromi artificiali. Gli additivi presenti nella nostra alimentazione tradizionale non sono certo un toccasana. Esistono tre grandi categorie di additivi: quelli che aiutano la conservazione del prodotto alimentare (conservanti e antiossidanti), quelli che ne esaltano le caratteristiche sensoriali (coloranti, emulsionanti, esaltatori di sapidità ecc.), e, infine, quelli usati durante la lavorazione, come gli agenti antischiuma impiegati nella cottura dei prosciutti o i gas di imballaggio utilizzati per sigillare le confezioni.

Additivo, in generale, è tutto ciò che, come dice la parola stessa, “si aggiunge” a un alimento e che, pur non essendovi normalmente presente, ne diventa una componente, venendo quindi assimilato dall’organismo. Insomma, anche le vitamine aggiunte a un prodotto che solitamente non ne conterrebbe sono additivi.

Additivi: impariamo a conoscerli

In Europa è l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), in armonia con altre organizzazioni internazionali, tra cui la FAO e l’OMS, a dettare le regole per quanto riguarda gli additivi consentiti e i loro quantitativi massimi. Tutti gli additivi che troviamo nei cibi sono dunque autorizzati, contrassegnati da un numero preceduto dalla lettera E che li identifica, e segnalati obbligatoriamente sulle confezioni.

La quantità deve essere al di sotto del limite imposto dall’EFSA, calcolato sulla base della dose giornaliera massima consentita per la singola persona (soglia che tiene conto anche della frequenza con cui ogni additivo si può trovare negli alimenti). Sembrerebbe dunque che i consumatori siano ampiamente tutelati. Questo vuol dire che, se leggendo un’etichetta, incontriamo una sigla che inizia per E, non dobbiamo preoccuparci più di tanto? Non è così semplice.

Le liste degli additivi consentiti e i limiti secondo i quali usarli vengono spesso rivisti nel corso degli anni: alcune soglie sono abbassate ulteriormente quando certe sostanze finiscono per rivelarsi tossiche per il nostro organismo (è solo del 2007 il ritiro dal mercato di prodotti contenenti il colorante E128 Rosso 2G, considerato cancerogeno). Gli studi sugli additivi proseguono… nell’incertezza, non sarebbe meglio fare a meno di queste sostanze?

Impariamo a riconoscerli

  • Da E100 a E199: coloranti.
  • Da E200 a E299: conservanti.
  • Da E300 a E399: antiossidanti e regolatori di acidità.
  • Da E400 a E499: addensanti, emulsionanti, gelificanti e stabilizzanti.
  • Da E600 a E699: esaltatori di sapidità, tra cui il glutammato monosodico (E620).
  • Da E900 a E999: edulcoranti di sintesi, tra cui l’aspartame (E951).

 

  • Il glutammatoIl glutammato è un aminoacido naturale: se consumato in eccesso può generare una sindrome tossica chiamata “sindrome da ristorante cinese”, ben descritta in letteratura, con cefalea, stanchezza, problemi neurologici. Eppure ne vengono messe grandi quantità in molte salse di soia, in vari preparati carnei e dadi da brodo.
  • Nitriti e nitrati – I nitriti e i nitrati presenti come conservanti nei salumi (molto diffusi anche perché in grado di rendere più rossa una carne esangue) e come residuo di concimazioni chimiche spinte in molte verdure (spinaci, lattuga, coste), andrebbero quanto più possibile evitati. I nitriti si trasformano nel nostro organismo in nitrosammine (che come è noto possono favorire l’insorgere di tumori) mentre i nitrati hanno un leggero effetto rallentante sulla funzione tiroidea. Li si evita consumando frutta e verdura biologica e scegliendo i salumi che vietano il loro uso nel protocollo di produzione.
  • Acido citrico e vitamine – L’acido citrico è una sostanza naturalmente presente in molti frutti, così come nel nostro organismo. È un acidificante privo di tossicità e la sua presenza non crea alcun problema. Anche le vitamine A, C ed E, usate come antiossidanti nell’industria alimentare, sono innocue.
  • I solfiti – L’anidride solforosa viene aggiunta nei vini bianchi per chiarificarli e togliere loro la naturale torbidità. Poi viene rimossa, ma una piccola parte resta e può scatenare reazioni allergiche. I solfiti vengono spesso usati per evitare la crescita di funghi sulla superficie della frutta in cassetta destinata a essere disidratata o come conservante della frutta secca.
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