Organizzare le pulizie di primavera e il cambio dell’armadio in 5 mosse

Alcune dritte per fare ordine, creare spazio in casa e sistemare l'armadio senza stressarsi troppo

Con l’arrivo della bella stagione anche l’armadio ha bisogno di cambiare aria. Inutile rimandare e rimandare ancora: l’impresa non è così titanica e una volta superato lo scoglio le pulizie di primavera saranno in discesa. Senza contare gli effetti benefici.

Bisogna liberare lo spazio per liberare la mente sostiene Karen Kingston, un’appassionata di Feng Shui, che ha coniato l’espressione “Space Clearing”, per quella che lei definisce l’arte di purificare e consacrare le energie presenti negli edifici”. Servono ordine e rigore pure nelle pulizie domestiche perché lì dove si accumulano sporco e cianfrusaglie ristagnano le energie. Il percorso Feng Shui elaborato dalla Kingston è articolato in sei punti. Anzitutto bisogna individuare tutte le zone in cui eliminare il superfluo, quindi scegliere il momento giusto: teoricamente tutti vanno bene, ma è meglio in primavera, di ritorno da una vacanza, dopo una malattia o quando si cambia in qualche modo vita dopo la fine di una relazione o con un nuovo lavoro. Fondamentali gli scatoloni, cinque: uno per le cose da buttare, uno per quelle da riparare, uno con le cose da scambiare/regalare/vendere, uno per gli oggetti in transito (da una parte della casa a un’altra) e , infine, uno per gli oggetti problematici. La quarta tappa è quella del ricollocamento e dell’ordine, preludio a quella finale e fondamentale dell’eliminazione di tutte le cose che si sono scartate. La sesta tappa? «Gettate tutti i giorni qualcosa nel cestino».

Troppo complicato? Ognuno ha il suo metodo si sa, ma le regole d’oro sono cinque: 1) svuotare completamente l’armadio; 2) pulirlo a fondo e non fargli solo cambiare aria; 3) decidere quali vestiti tenere e quali scartare (e liberarsene velocemente, per evitare ripensamenti; 4) lavare, asciugare, rammendare se necessario, stirare e piegare i vestiti con cura; 5) riporli nell’armadio in custodie di plastica, carta velina, scatole e appendiabiti avendo cura di mettere un capo per ogni gruccia, senza dimenticarsi gli anti-tarme. Eterni indecisi non sapete come fare a scegliere cosa va e cosa no? «Ho adottato la tecnica dell’indossarli – suggerisci Alexander sul suo blog -, mettermi davanti allo specchio e chiedermi: vuoi veramente andare in giro così? Se la risposta non è stata un sì deciso, il capo è stato eliminato: quelli lisi sono finiti nella pattumiera, quelli ancora in buono stato sono finiti in beneficenza».

Se proprio non sopportate l’odore della canfora e della naftalina che fa vecchio sappiate che le nonne non usavano solo quelli, ma anche foglie di alloro, lavanda, chiodi di garofano, noce moscata e cannella, avvolti in sacchettini o garze, scorza essiccata di limoni e arance, eucalipto e palline di legno impregnate di essenza di menta e basilico.

Qualche trucco?
– Bagnate i collant nuovi, infilateli in un sacchetto e metteteli… al fresco! Qualche ora in frigo li aiuterà a durare di più senza smagliarsi.
– – Sulle vecchie scarpe di pelle, dopo aver passato 1/2 patata sulla tomaia, stendere il lucido. Migliorerà il loro aspetto.
– Come fare perché gli indumenti neri non sbiadiscano ma conservino il più a lungo possibile il loro colore? Fate bollire in acqua un pugno di foglie di edera o di spinaci e immergete i capi dopo averli sciacquati. Lasciateli a bagno per una ventina di minuti.
– Per avere le cravatte sempre in ordine meglio non usare il ferro da stiro (che spesso lascia un alone lucido): inumidite leggermente la cravatta e arrotolatela intorno a una bottiglia di vetro che avrete in precedenza riempito con dell’acqua calda. Nel giro di 24 ore sarà perfettamente stirata e senza striature.

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