Virus nei neonati, il vaccino si fa nel pancione della mamma

Nuove scoperte nella lotta contro il virus Rsv che provoca specialmente nei bimbi piccoli la bronchiolite. Con danni permanenti anche nell'età adulta

Sono in corso importanti studi per vaccinare i neonati fin da quando sono nel pancione della mamma. Questa è una delle strategie messe in campo per difendere i piccoli dall’Rsv, il virus respiratorio sinciziale che nei Paesi in via di sviluppo rappresenta la seconda causa di morte dopo la malaria.

Questo virus cause nel 75% dei  casi la bronchiolite, una patologia che ogni anno colpisce nel mondo 150 milioni di individui. In particolare, il 70% dei bambini contrae la malattia nel primo anno di vita e il tasso di ospedalizzazione è addirittura aumentato del 3% negli ultimi 10 anni. I più a rischio sono i piccoli prematuri e quelli che hanno patologie associate (fibrosi cistica, malattie neuromuscolari, immunodeficienza, malattia cardiaca o respiratoria di base).

La bronchiolite è una malattia infettiva altamente contagiosa che colpisce soprattutto le vie respiratorie ed è caratterizzata prevalentemente, da edema e muco delle vie aeree piuttosto che da broncospasmo. È nota la correlazione tra questa patologia nella prima infanzia e il successivo sviluppo di wheezing ricorrente e asma in età adulta.

Susanna Esposito,direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici ha spiegato:

Gli antibiotici non sono raccomandati per la bronchiolite, a meno che non vi sia sospetto di complicazioni come la polmonite batterica secondaria.

Perciò è importante puntare su una terapia preventiva attraverso la vaccinazione. A oggi la nuova frontiera della vaccinazione anti-Rsv è rappresentata dallo sviluppo di vaccini vivi attenuati, o di vaccini inattivati a subunità da somministrare alle madri in attesa. Prosegue la dottoressa Esposito:

I vaccini a base di virus vivo attenuato rappresentano un’opzione preventiva estremamente attraente, poiché permettono di ovviare alla problematica dell’instabilità connessa ai vaccini anti-Rsv. Tuttavia si rendono necessari ulteriori studi per ottenere il giusto profilo di immunogenicità e sicurezza soprattutto nella prima infanzia. Un differente filone di ricerca, poi, si sta dedicando allo sviluppo di vaccini a subunità virali per l’immunizzazione delle donne in gravidanza. Riguardo, infine, le nuove terapie antivirali, sono attualmente in corso diversi studi clinici nel bambino dei primi mesi di vita per valutare l’efficacia di alcune molecole con effetto antivirale con l’obiettivo di arrivare ad una terapia specifica per le infezioni sostenute da Rsv.

Il trattamento della bronchiolite riapre la questione dell’importanza delle vaccinazioni che invece sono in calo, anche per malattie come morbillo e pertosse.

Virus nei neonati, il vaccino si fa nel pancione della mamma