Così si sconfiggono gli attacchi di panico

Conoscerli per combatterli: come comportarsi durante una crisi, cosa fare e cosa non. Lo psicologo e psicoterapeuta Massimo Vidmar ci aiuta a fare chiarezza sui DPA

Fonte video Youtube

panicSi calcola che ne soffra il 25% degli italiani. E la maggior parte delle persone colpite da disturbo da attacco di panico (DPA) è donna. Ma cosa sono esattamente? Come si manifestano? Come guarire? Risponde Massimo Vidmar, Psicologo e psicoterapeuta.

Cosa sono gli attacchi di panico, quanto durano, cosa provocano
L’attacco di panico è un momento di intensa paura, che irrompe, apparentemente senza una reale motivazione esterna. Per quanto la sua durata, sia di pochi minuti (da3-4 fino a max 15), viene percepito dalla persona come interminabile. Alla condizione emotiva di paura (a volte terrifica) e di elevata ansia, possono accompagnarsi pianto e una serie di altri sintomi, sul versante fisiologico (tachicardia, senso di oppressione al petto e difficoltà a respirare, disorientamento spazio-temporale, sudorazione, vertigini, sensazione di perdere i sensi, debolezza, formicolii agli arti) e cognitivo (difficoltà a ragionare, emergere di pensieri negativi: pensare di stare per morire, di impazzire, di voler fuggire dalla situazione verso un indefinito luogo sicuro).

Cosa succede esattamente
Dopo aver avuto un attacco può accadere che la persona mantenga un certo livello di preoccupazione e di agitazione (ansia anticipatoria), al pensiero che un altro attacco di panico possa arrivare da un momento all’altro. Gli episodi di panico sono comuni a tutte le forme di disturbo d’ansia (fobie specifiche, fobie disturbo da attacchi di panico, con o senza, agorafobia).
Se il quadro si aggrava, si può sviluppare l’agorafobia, l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni che potrebbero scatenare panico, e da cui risulterebbe difficile allontanarsi. Tale preoccupazione porta a sviluppare delle strategie di evitamento dei contesti che potrebbero scatenare un attacco. Posti affollati, mezzi pubblici, l’automobile, luoghi chiusi. Si innesca un circolo vizioso in cui ogni nuovo attacco, allunga la lista dei luoghi da evitare, fino a condurre le persone a sentirsi sicure solo all’interno della propria casa e in altri pochi luoghi.

Cosa fare quando è in corso un DPA
L’ arrivo dell’attacco è così rapido e pervasivo, che rende difficile un intervento risolutivo sul momento; affidarsi ad una persona di fiducia che abbiamo accanto può darci un sostegno momentaneo. Esistono tecniche specifiche di respirazione e autopercezione che possono ridurre i livelli d’ansia e  rallentare il ritmo respiratorio e cardiaco. Data la varietà della sintomatologia è comunque importante rivolgersi al proprio medico di base per escludere, che l’attacco sia dovuto a una patologia di tipo fisico. A quel punto, se gli episodi si ripetono e la preoccupazione di incorrere in un altro attacco diventa consistente, è consigliabile rivolgersi ad uno psicologo per una diagnosi.

Cosa è meglio non fare
Evitare che la sensazione di oppressione, la percezione di un rischio imminente, porti a reazioni d’impulso, come guidare a velocità eccessiva o fuggire correndo alla cieca. Soprattutto quando la selezione dei luoghi sicuri aumenta, ritenere di potercela fare da soli, o che gli attacchi svaniranno all’improvviso.

Come si curano gli attacchi di panico

PsicoterapiaPsicofarmaci: ansiolitici / antidepressivi (specifici per il disturbo da attacchi di panico). L’associazione tra farmaco e psicoterapia, risulta efficace soprattutto nella fase iniziale di un percorso, quando l’eccessiva quota d’ansia rendere difficile il lavoro terapeutico.

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