Vaccinazioni, perché sono importanti e cosa accade se non vengono fatte

Trascurarle comporta molti rischi: il prof Burioni dell'Università Vita-Salute del San Raffaele ci illustra i pericoli cui possono essere esposti i nostri figli

Vaccinare i bambini, sì o no? Il dibattito è acceso, la disinformazione dilaga e i genitori sono sempre più spaventati e confusi su cosa è meglio per i propri figli. Dunque, fare una scelta consapevole diventa sempre più difficile. Specialmente nella nostra società dove spesso ci dimentichiamo delle conseguenze anche molto gravi che possono avere malattie come il morbillo o la varicella.

Per questo abbiamo chiesto a Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, di far chiarezza sul tema: sull’importanza delle vaccinazioni, sugli eventuali rischi e sul pericolo che si corre quando si decide di non farle. Il professor Burioni ha recentemente aperto anche una pagina Facebook in cui commenta fatti di cronaca e casi realmente accaduti per sottolineare quanto sia fondamentale vaccinare i propri figli.

Perché è importante vaccinare i propri figli?
Perché se non vengono vaccinati corrono il rischio di contrarre malattie molto gravi e pericolose. Non vaccinare i figli è come farli viaggiare in auto senza cintura e seggiolino.

C’è un margine di rischio nelle vaccinazioni?
In tutte le attività della vita esiste un margine di rischio, anche nello scrivere al computer! Tuttavia i vaccini attualmente in uso sono sicurissimi, con effetti collaterali gravi che si verificano solo in un caso su due-tre milioni. E’ bene considerare tuttavia che, per esempio, chi contrae il morbillo perché non vaccinato può riportare danni gravissimi in un caso su mille. Per cui il rapporto rischio-beneficio è estremamente a favore della vaccinazione.

Secondo lei a cosa è dovuto il calo delle vaccinazioni?
Sicuramente la disinformazione che impera su Internet e – cosa particolarmente grave – l’opera di medici che consigliano di non vaccinare ha un ruolo importante. Oltre a questo penso che si sia persa la memoria di quanto possono essere pericolose alcune malattie, e questo porta ad un atteggiamento di superficialità che può avere conseguenze molto gravi.

La paura nei confronti dei vaccini ha qualche fondamento scientifico?
No. E’ un sentimento completamente irrazionale. Tenga conto che nel passato pur morendo di fame la gente rifiutava di mangiare le patate considerandole il cibo del diavolo in quanto crescevano sottoterra.

Quale impatto sociale ha il calo delle vaccinazioni?
Il calo delle vaccinazioni permette ai virus di continuare a circolare nella nostra comunità. Questo rappresenta un pericolo sia per i bambini che non vengono vaccinati, sia per coloro che non possono vaccinarsi, come per esempio chi sta curando un tumore o ha subito un trapianto.

Consiglia di fare le vaccinazioni non obbligatorie?
In Italia quasi tutte le vaccinazioni non sono obbligatorie, compresa quella contro il morbillo. Per cui sicuramente tra quelle non obbligatorie rientrano dei vaccini che sono utilissimi e altamente consigliati.

Nel caso specifico del papilloma virus, cosa consiglia?
I dati che arrivano dai Paesi che hanno iniziato per primi a vaccinare contro il papilloma oltre a confermarci la notevole sicurezza del vaccino dimostrano senza ombra di dubbio la sua notevole efficacia nel prevenire le infezioni da questo virus e quindi il cancro dell’utero.

È utile la vaccinazione contro il meningococco, poiché esistono diversi ceppi?
Sì, in quanto i due vaccini disponibili per i bimbi più piccoli, quelli più a rischio, coprono contro il ceppo B e C, che insieme hanno rappresentato nel 2014 circa l’80% delle meningiti causate da questo batterio.

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