Vaccinazioni in calo, sotto la soglia di sicurezza: a rischio effetto gregge

In Italia si vaccinano sempre meno i bambini. Un dato che allarma il Ministero della Salute soprattutto per quanto riguarda malattie come rosolia e morbillo

Calano le vaccinazioni in Italia, soprattutto per morbillo e rosolia, scese sotto la soglia del 95% limite minimo imposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la cosiddetta immunità di popolazione. Fanno eccezione solo le vaccinazioni contro pneumococco e meningococco.

Questo è quanto emerge dai dati pubblicati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Secondo quanto riportato dal documento, se si considerano gli ultimi 24 mesi dall’anno 2000, si è registrato un andamento in crescita che poi si è stabilizzato. Le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B) generalmente somministrate ai neonati nel nostro Paese avevano raggiunto quota 95%, una soglia significativa. Infatti, se il 95% della popolazione è vaccinato, si proteggono indirettamente anche coloro che non si sono potuti vaccinare per motivi di salute.

Dal 2013 si è assistito a un calo che può indurre a focolai epidemici di grande entità per malattie che oggi sono sotto controllo e addirittura ricomparsa di malattie non più presenti nel nostro Paese.

Il motivo di questo andamento negativo è la diffusione dell’idea che i vaccini sono pericolosi e addirittura possono portare all’autismo. La paura dei genitori di sottoporre i figli a rischi inutili, li induce a non vaccinarli più. Ma in questo modo li espongono a seri pericoli per la salute, come dimostrano gli esperti.

L’OMS ha definito i vaccini la più grande scoperta medica dell’umanità. Grazie ad essi sono state debellate malattie come il vaiolo, dichiarato, dall’OMS, eradicato l’8 maggio 1980, e la poliomielite, eliminata in Europa dal giugno 2002. In Italia grazie alle vaccinazioni di massa sono pressoché scomparse differite e poliomielite e altre malattie hanno incidenze molto basse come tetano, epatite B, haemophilus influenzae tipo b. Mentre è sensibilmente calata la diffusione di rosolia, morbillo, pertosse, parotite.

La tendenza a non vaccinare più preoccupa il Ministero della Salute soprattutto per quello che riguarda morbillo e rosolia passati dal 90,4% nel 2013 all’85,3% nel 2015. Questi dati mettono il nostro Paese in prima linea sul fallimento dell’eliminazione delle malattie messo in essere dal 2003 con il Piano globale ad opera dell’OMS, oltre a sottoporre a rischio i bambini.

Il futuro Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che avrà un’offerta vaccinale più ampia, fornirà una base più solida per una maggiore uniformità dell’offerta vaccinale nel Paese. Si consiglia nella stagione invernale, anche il vaccino antinfluenza.

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