Reflusso gastroesofageo: il vademecum di medici e gastroenterologi

Reflusso gastroesofageo: alla scoperta di tutti gli approfondimenti più importanti relativi alla cura e al trattamento di questa insidiosa patologia dello stomaco che colpisce moltissime persone

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto comune che colpisce circa la metà della popolazione italiana. Pertanto i medici e gli esperti si sono messi a lavoro con lo scopo di trovare i trattamenti adatti per alleviare questa sintomatologia che comprende tutta la zona dello stomaco. Una persona su due soffre di reflusso gastrointestinale, il quale tende ad aumentare in presenza di circostanze specifiche come lo stress, il sovrappeso e l’insonnia. Quest’ultime sono spesso considerate le cause scatenanti di questa patologia. Grazie ai numerosi studi condotti da medici, gastroenterologi e farmacisti è possibile ricorrere a dei trattamenti specifici, utili ad alleviare questo particolare disturbo che può affliggere in maniera costante moltissimi individui. Queste cure possono apportare un netto miglioramento allo stato di salute per gli individui colpiti da questo problema, il quale molto spesso incide negativamente sulla quotidianità, ostacolandola del tutto a causa delle sue sintomatologie. Gli esperti hanno voluto quindi mettere in evidenza alcune semplici ed utili accortezze, in modo tale da aiutare il paziente a guarire e stare meglio. Innanzitutto un primo consiglio è quello di non sottovalutare mai determinati disturbi, poiché potrebbe trattarsi di veri e propri campanelli d’allarme.

E’ bene quindi prestare attenzione anche ad un semplice bruciore di stomaco e ai problemi di digestione, poiché potrebbero comportare l’insorgenza del reflusso gastroesofageo. Purtroppo accade che questi disturbi vengono trascurati poiché sono associati direttamente ad una cattiva alimentazione oppure allo stress. Dunque sottovalutare a lungo queste sintomatologie potrebbe soltanto peggiorare la situazione. Inoltre bisogna comprendere quali sono le cause scatenanti del bruciore di stomaco. La mucosa gastrica ha lo scopo di produrre delle cellule, le quali a loro volta hanno il compito di produrre un acido. Quando quest’ultimo ritorna nell’esofago, ecco che si manifesta il bruciore di stomaco. Precisamente si tratta di un malfunzionamento della valvola che suddivide lo stomaco dall’esofago. Di conseguenza gli alimenti ed i liquidi che vengono assunti giornalmente non vengono digeriti e tendono a ritornare su. La forte sensazione di acidità costante è il disturbo primario del reflusso gastroesofageo. Questa sintomatologia viene considerata dagli esperti una patologia benigna, ma ciò non significa trascurare il problema, poiché a lungo andare potrebbe incidere negativamente sia sulla sfera privata che in ambito lavorativo.

Si consiglia infatti di eseguire sempre delle visite specializzate, al fine di comprendere la natura del problema. In particolare, il forte bruciore di stomaco che dura per molto tempo, il dimagrimento improvviso e la difficoltà ad ingerire sono i primi campanelli d’allarme del reflusso gastroesofageo. A seconda delle sintomatologie, il medico può indicare le migliori cure per alleviare il disturbo e favorire la guarigione del paziente. Per ottenere i migliori risultati però è fondamentale seguire delle accortezze specifiche. Precisamente l’individuo affetto dal reflusso gastroesofageo non deve soffrire di disturbi alimentari come essere in sovrappeso o in sottopeso, non deve avere più di 50 anni e non deve soffrire di malattie croniche. I medicinali utilizzati per la cura farmacologica hanno lo scopo di contrastare l’acidità, agendo sulla zona principale dove vengono prodotti i succhi gastrici, riducendone la quantità.

Questi medicinali svolgono dunque un’azione inibitoria che va a diminuire radicalmente la formazione dei succhi gastrici all’interno dell’organismo. Questi trattamenti non solo permettono di alleviare la tipica sintomatologia del reflusso gastroesofageo, ma allo stesso tempo apportano un netto miglioramento anche per le patologie correlate come ad esempio l’ulcera peptica. La potenzialità di questi farmaci è proprio quella di agire esclusivamente in presenza di un’eccessiva quantità di sostanze acide. E’ fondamentale però ricorrere all’assunzione di questi farmaci in maniera del tutto moderata, poiché un uso eccessivo potrebbe incidere sulla loro efficacia e ridurne le potenzialità. La dose consigliata non deve superare le due settimane e dev’essere assunta per un massimo di due volte al giorno. Il consiglio di uno specialista inoltre svolge un ruolo fondamentale, poiché ha il compito di analizzare a fondo il problema per decidere insieme quali sono le terapie più indicate per il trattamento della patologia, poiché molto spesso i campanelli d’allarme possono essere sottovalutati da medici di famiglia o farmacisti in quanto possono apparire come disturbi generici. Pertanto una diagnosi accurata è il fattore principale per contrastare le sintomatologie già durante la fase iniziale, onde evitare che peggiorino con il passare del tempo. La terapia farmacologica per la cura del reflusso gastroesofageo non prevede alcuna prescrizione medica in quanto questi medicinali inibitori garantiscono la giusta sicurezza ed efficacia.

Reflusso gastroesofageo: il vademecum di medici e gastroenterologi