Rabbia: perché fa male e come imparare a gestirla

Scopriamo perché la rabbia fa male e come imparare a gestirla

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È una forza potente e oscura, può esplodere all’improvviso e far perdere di vista le situazioni: è la rabbia. La pazienza è la virtù dei forti, recita un antico detto. Ma spesso, di fronte a tante situazioni che ci troviamo ad affrontare ogni giorno, tendiamo a reagire esternando rabbia e aggressività. E così perdere l’autobus, subire torti sul posto di lavoro o litigare con il partner possono diventare spiacevoli occasioni in cui da persone ragionevoli e posate ci trasformiamo nell’incredibile Hulk. Purtroppo, però, lo sfogo d’ira non aiuta a gestire le cose, bensì le peggiora, creando incomprensioni e ferendo chi ci sta di fronte.

Questo tipo di reazione, del resto, è piuttosto normale: la rabbia è un sentimento funzionale alla nostra sopravvivenza; è un campanello d’allarme che trilla nel momento in cui avvertiamo una minaccia. Attacchiamo chi ci attacca. Se però la rabbia smette di essere una sorta di liberazione occasionale, dovuta a particolare stress o coinvolgimento emotivo, e diventa un malessere cronico, bisogna intervenire per gestirla e combatterla. Chi dà libero sfogo alla rabbia tutte le volte che si presenta si troverà ad affrontare, oltre a conseguenze fisiche dirette (dalla contusione per il pugno tirato contro il muro, all’ipertensione o alla gastrite), anche grossi disagi relazionali.

Come gestire la rabbia

Quando siamo nervosi o arrabbiati, una delle cose migliori da fare è scaricare la tensione con attività fisiche: frequentare una palestra, praticare sport, partecipare al tifo della propria squadra del cuore, fare lavoretti manuali. Se ci sentiamo contratti, “legati”, può essere utile un massaggio rilassante, accompagnato da musica soft e aromaterapia.

Se il malessere tende alla cronicizzazione, significa che alla base ci sono dei comportamenti ormai consolidati su cui occorre lavorare più nel dettaglio con delle sedute di psicoterapia e con l’ausilio, preferibilmente, di metodi naturali, come melissa, fiori di Bach e camomilla, da sempre noti per le loro proprietà sedative e rilassanti. Inoltre, non dimentichiamo i benefici della meditazione e di mirate tecniche di respirazione, atte a farci assumere consapevolezza del nostro Io e a canalizzare le emozioni negative. Sebbene la meditazione per la rabbia interiore sia “dura” e non sempre efficace per i principianti, grazie a essa le tensioni e le arrabbiature della giornata svaniscono e si sente come un flusso energetico pulito che pervade mente e corpo.

Ma a prescindere dai metodi più efficaci, che variano da persona a persona, è necessario prima di tutto comprendere che significato diamo a quelle situazioni che ci inducono rabbia, che cosa mettono in discussione di noi stessi, quale ruolo a cui siamo così attaccati stanno facendo crollare. Diventa importante, allora, cercare di prendere atto di quella nostra rigidità che non ci permette un funzionale rapporto con il mondo. Una volta che si sarà capito questo assunto fondamentale, si riusciranno a intravedere alternative efficaci da mettere in atto.

A cosa fa male la rabbia

La rabbia non è deleteria solo per chi ci circonda, ma anche e soprattutto per noi stessi. A livello fisico questa emozione negativa può causare contratture muscolari, ipertensione, dolorose emicranie, gastriti, ulcere, problemi digestivi, nausea, vomito, calcoli biliari, insonnia o altri disturbi del sonno, ma anche problemi agli occhi, come fotofobia e congiuntiviti. Gli organi più seriamente colpiti risultano, comunque, il cuore, lo stomaco e il fegato. A livello psicologico, quando si cede agli attacchi di rabbia si possono subire gravi conseguenze sociali e relazionali, poiché è stigmatizzata come uno dei comportamenti meno accettabili, nonché isolamento e depressione.

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