Papilloma virus: cosa è cambiato in 10 anni di vaccino

Papilloma virus: attualmente è stata registrata una diminuzione delle infezioni pericolose e del rischio di tumori alla cervice, ecco i nuovi risultati

Il Papilloma virus (HPV) è una delle cause principali dei tumori al collo dell’utero. Una decina di anni fa nacque il vaccino contro l’HPV che venne utilizzato inizialmente in Australia. Da quel momento in poi questa terapia si diffuse in molti altri paesi, grazie ai suoi effetti più che positivi. Infatti, in seguito all’introduzione di questa terapia, si è verificata una notevole diminuzione dei tumori alla cervice. Non solo, dal bilancio di questi risultati ottimali si è anche verificata una riduzione di circa il 90% delle infezioni pericolose per la salute dell’uomo. E’ possibile denotare dunque un netto cambiamento in seguito all’introduzione di questo vaccino. Questi risultati emergono da numerose ricerche sulla diffusione del virus condotte su ben 9 paesi differenti. Il Papilloma virus è un virus molto diffuso. Si trova esattamente nella pelle, nelle vie orali, ma anche nelle zone genitali. Precisamente si infetta attraverso i rapporti sessuali e nella maggior parte delle volte è asintomatico. Nei casi più rari invece, la presenza di questo virus causa la formazione di infezioni che persistono per lungo tempo e che possono essere dei veri e propri campanelli d’allarme del rischio di tumore.

Le vaccinazioni sono importanti, poiché hanno svolto un ruolo fondamentale per quanto riguarda la cura del Papilloma virus e la diffusione di ulteriori infezioni o patologie. Al giorno d’oggi i vaccini disponibili per il Papilloma virus sono due ed hanno lo scopo di assicurare la giusta protezione contro le cause che potrebbero portare all’insorgere di tumori al collo dell’utero o alle vie orali. Non bisogna dimenticare inoltre che la prevenzione svolge un ruolo fondamentale per quanto riguarda lo sviluppo di queste patologie, un aspetto che purtroppo a volte viene sottovalutato. Questo vale anche per le infezioni che possono insorgere a causa della presenza dell’HPV. Inoltre, in alcune rare circostanze questo virus può provocare una sorta di lesioni precancerose, ovvero una spia che può riportare al rischio di sviluppare il cancro. Tuttavia, grazie ai cambiamenti che si sono verificati in seguito all’introduzione dei vaccini, gli esperti si mostrano piuttosto positivi riguardo le aspettative future. Precisamente il principale gruppo di ricerca australiano che ha dato origine al primo vaccino per la cura del Papilloma virus ha voluto mettere in evidenza gli effettivi risultati che si sono ottenuti nel corso di questi dieci anni.

Gli studiosi hanno voluto essere più che concreti, affermando che entro i prossimi 40 anni i tumori provocati dall’HPV potranno ridursi del tutto, poiché si tratta di un virus che attacca esclusivamente l’essere umano. La diffusione dei vaccini ha quindi portato ad una vera e propria svolta sia nel mondo della ricerca che in quello della prevenzione e cura dei tumori. Col trascorrere degli anni il tumore del collo dell’utero avrà un’indecenza nettamente minore. Bisogna inoltre tener presente che l’HPV è tra le prime cause delle infezioni sessuali. Allo stesso modo, ciò non significa che questo virus sia pericoloso, poiché solo una piccola parte di questa categoria può comportare dei seri rischi per la salute dell’essere umano. Accade che il sistema immunitario dell’uomo riesce a contrastare la formazione della maggior parte delle infezioni, ma nonostante ciò può sempre accadere che una piccola parte riesce a “passare inosservata” e svilupparsi.

In questo caso si manifestano delle lesioni al collo dell’utero o dei condilomi. I vaccini contro il Papilloma virus sono dunque altamente indicati, poiché agiscono contro le infezioni, diminuendo radicalmente la comparsa del tumore al collo dell’utero. In Italia i vaccini sono gratuiti per gli individui tra gli 11 ed i 14 anni. Tuttavia, resta comunque una decisione da valutare anche per coloro che hanno già avuto dei rapporti sessuali, considerando sempre che le infezioni si possono manifestare anche alle cavità orali. Dunque la relazione tra le infezioni delle aree genitali e il Papilloma virus non è più una novità. Sono state condotte numerose ricerche a riguardo, le quali hanno dimostrato nel corso degli anni il legame tra l’HPV ed infezioni genitali. Questo virus raggruppa però dei rami piuttosto differenti fra loro ed alcuni corrispondono ad una natura benigna, ovvero non rappresentano alcun pericolo per il benessere dell’uomo. Precisamente, gli studi hanno dimostrato che tra i ceppi del Papilloma virus, la tipologia 16 è la principale responsabile del rischio di cancro alla gola. Inoltre, le probabilità dello sviluppo della patologia sono superiori a quelle che possono insorgere dal consumo di alcolici o dal vizio del fumo. Chi è affetto da Papilloma virus alla gola ha una probabilità di ammalarsi circa 30 volte superiore rispetto a chi non è infetto. Chi ha il vizio del fumo e dell’alcol invece ha una probabilità ancora più elevata rispetto a chi non fa uso di queste sostanze.

Papilloma virus: cosa è cambiato in 10 anni di vaccino