Lo specchio ci dice come stiamo? Studio della nostra fisiognomica

La fisiognomica consente di identificare il carattere, le capacità, le inclinazioni e lo stato di salute di una persona attraverso la sola analisi delle sue caratteristiche fisiche

La fisiognomica è l’arte antichissima di riconoscere il carattere di una persona, il suo stato di salute, le sue disposizioni naturali, le sue capacità, le sue debolezze, i suoi punti di forza e il suo modo di pensare dai tratti del volto. Già gli antichi avevano compreso che esiste una relazione molto stretta tra l’aspetto visivo, esteriore di una persona, e il suo modo di essere interiore, tra il dentro e il fuori. I greci realizzavano i monumenti degli dei o degli eroi con lineamenti apollinei, perché credevano fermamente che un’anima bella potesse risiedere solo in un corpo altrettanto bello e che potesse manifestarsi solo attraverso tratti del volto armoniosi. La fisiognomica, all’inizio, specialmente tra gli antichi greci (la parola deriva dai vocaboli physis, natura, e gnosis, conoscenza), aveva un impiego esclusivamente diagnostico; dal XVIII secolo, invece, ha assunto una connotazione psicologica. La fisiognomica parte dall’assunto che ogni parte del corpo palesa lo stato di salute di tutti gli altri elementi. È sufficiente, quindi, osservare il volto, le mani e la postura di una persona per comprendere come è fatta. Particolarmente importanti, la forma del naso, il colore degli occhi, la forma della bocca e la presenza di eventuali asimmetrie.

Nei tempi antichi, ogni aspetto della vita veniva spiegato partendo dai 4 elementi concreti, e cioè fuoco, acqua, aria e terra. Il fuoco modifica tutto ciò che tocca e, nell’organismo umano, è legato al metabolismo, alle infiammazioni, al fegato, alla cistifellea, all’intestino ed alla bile, dando vita alla configurazione biliare. L’acqua dà origine alla flemma, a tutto ciò che è liquido nell’organismo, ed è collegato allo stomaco, ai polmoni ed all’intestino; abbiamo in questo caso la configurazione flemmatica. L’aria è un elemento trasportatore e, nel corpo umano, è associato al cuore ed al sangue, il fluido che reca i principi nutritivi e l’ossigeno; si parla di configurazione sanguigna. Infine, la terra, elemento stabile per eccellenza, simboleggia le strutture solide ed è legata allo scheletro, all’utero e alla milza; la terra fa nascere la malinconia: da qui la configurazione malinconica. Ogni essere umano ha in sé tutti gli elementi naturali, ma in proporzioni differenti. In base ad alcune caratteristiche fisiche si può capire quale configurazione si confà maggiormente all’individuo. Facciamo alcuni esempi.

Partiamo dalla configurazione biliare: la carnagione è giallastra con eritemi; gli occhi sono grandi, ben distanziati e di colore castano chiaro; il naso è importante ed arcuato; le dita delle mani sono lunghe e sottili; il portamento è eretto e magro. I soggetti che rientrano nella configurazione sanguigna hanno, invece, carnagione rossa o rosata, occhi grandi, ben aperti e di colore verde, labbra carnose, naso grosso, dita grosse e forti, fisico flaccido e corpulento. Coloro che hanno una configurazione flemmatica hanno carnagione pallida, occhi piccoli e celesti, dita grosse ma deboli, sottomento pronunciato e portamento flaccido o cadente. Infine, la configurazione malinconica è caratterizzata da: carnagione scura; naso dritto; occhi piccoli, ravvicinati, castano scuri o neri; dita sottili e lunghe; silhouette curva e magra. La fisiognomica parte da queste basi per comprendere, solo con un esame visivo, i problemi della persona. Riconosce le malattie presenti e quelle che si potrebbero contrarre nel futuro prossimo. Percepisce i punti di forza e le relative debolezze: tutta la fisiognomica è, infatti, basata sulle ambivalenze. Per entrare nel concreto, un soggetto con diversi tratti appartenenti alla configurazione biliare ha più probabilità di avere patologie legate al metabolismo o episodi infiammatori.

Una persona con caratteristiche malinconiche potrebbe soffrire di anemia o di osteoporosi, mentre quella con tratti sanguigni è maggiormente soggetta ad ipertensione ed infarti. L’individuo flemmatico, infine, è a rischio per quanto riguarda i polmoni, lo stomaco, i reni, la pelle e le articolazioni. Alcuni tratti sono duraturi, altri si modificano nel corso del tempo e possono fornire importanti indicazioni sull’evolversi dello stato di salute. Se si arrossa l’incarnato potrebbe essere a causa dell’ipertensione; se spuntano delle macchie sul naso potrebbero esserci dei problemi allo stomaco; le macchie giallastre intorno alla bocca potrebbero denotare problemi al fegato; se il volto diventa più scavato potrebbe essere colpa di un’ulcera gastrica. Al fine di trovare un equilibrio e mitigare gli aspetti negativi, compresi attraverso la fisiognomica, è consigliabile modificare la dieta: i cibi piccanti e fritti producono più bile; i latticini e le verdure aumentano la flemma; i cibi dolci ed unti sono legati al sangue, mentre gli alimenti aspri accrescono la malinconia. Inoltre ci si può affidare all’erboristeria: la curcuma e il rabarbaro hanno benefici sulla bile, mentre la rosa, la melissa ed il biancospino sono consigliati ai flemmatici ed ai sanguigni; la felce ed il cappero sono, infine, adatti ai malinconici.

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