Influenza gastrointestinale: la dieta, gli alimenti consigliati e quelli vietati

L'influenza gastrointestinale provoca diarrea, nausea, vomito, dolori addominali e febbre bassa. Vediamo alcuni suggerimenti relativi all'alimentazione

L’influenza gastrointestinale, o gastroenterite, può essere causata da diversi virus che attaccano il sistema gastrointestinale. I virus più comuni sono il rotavirus o norovirus. Questi virus possono essere contratti dal cibo che non è stato adeguatamente preparato o in condizioni di scarsa igiene. I sintomi compaiono da uno a 3 giorni dopo l’esposizione al virus. A seconda del tipo di virus, l’influenza può durare da uno a 10 giorni colpendo l’intestino ed il sistema digestivo. Le persone affette da influenza gastrointestinale hanno, infatti, sintomi di diarrea acquosa, nausea e vomito, dolori addominali, febbre bassa, mal di testa e dolori muscolari. Il soggetto è contagioso ancor prima di iniziare a sviluppare i sintomi e, anche dopo aver recuperato, può rimanere contagioso per un massimo di 2 settimane. I bambini possono rimanere contagiosi per un periodo ancora più lungo. Se possibile, quindi, è meglio evitare il contatto ravvicinato con persone infette; inoltre è bene non condividere il cibo con esse e lavarsi spesso le mani. Vediamo ora alcuni rimedi che possono contribuire a dare sollievo a questa sintomatologia, focalizzandoci soprattutto sull’alimentazione.

Innanzitutto diciamo che i liquidi sono estremamente importanti quando si ha l’influenza gastrointestinale. Il soggetto colpito perde, infatti, molti fluidi corporei vitali attraverso la sudorazione, il vomito e la diarrea. I liquidi chiari, come l’acqua e il brodo di pollo, sono quindi le bevande migliori da consumare. Gli adulti possono anche ingerire bevande sportive per apportare elettroliti. In caso di difficoltà nel tenere dentro di sé i liquidi, si può provare a bere a piccoli sorsi, ad intervalli regolari, o masticare cubetti di ghiaccio. In caso di influenza gastrointestinale non bisogna, invece, assumere bevande contenenti caffeina come caffè e tè nero forte, cioccolata, bevande gassate ed alcolici. Passiamo ora ai cibi. La prima cosa da ricordare è molto semplice: non ci si deve sforzare a mangiare se il solo atto di ingoiare provoca la nausea. Una dieta a base di banane, riso, succo di mela, grissini, biscotti secchi e pane tostato può comunque essere l’ideale quando si hanno problemi allo stomaco, in quanto sono tutti alimenti facili da digerire; inoltre contengono molti carboidrati in grado di fornire la giusta energia ed apportano le sostanze nutrienti perse attraverso il vomito e diarrea.

In particolare, le banane integrano il potassio ed i sali minerali perduti, mentre le mele sono in grado di fornire energia grazie ai carboidrati ed agli zuccheri e contengono la pectina, che può aiutare con la diarrea. Consigliati anche i limoni che disinfettano, le carote e le patate lesse che sono facilmente digeribili. Da evitare il riso ed il pane integrale che, come le fibre, possono essere rifiutati dal sistema digestivo; da preferire il riso ed il pane bianco. L’amido del riso bollito, in particolare, ha un effetto astringente e previene i crampi addominali. Ai carboidrati, si possono affiancare alcune proteine, come carni bollite e pesce bianco. La lista dei cibi da evitare è molto più lunga rispetto ai suggerimenti. In generale, bisogna stare lontani dai prodotti lattiero-caseari, dall’olio, dagli alimenti ricchi di fibre, dai cibi grassi e salati, dal cioccolato, dai fritti, dai piatti piccanti a base di pomodoro, curry, peperoncino e salse. È bene, poi, ricordarsi di mangiare piccole porzioni di cibo a distanza di poche ore così da non sovraccaricare lo stomaco e l’intestino. Oltre all’alimentazione, ci sono anche altri consigli da seguire in caso di influenza gastrointestinale. Prima di tutto occorre concedersi un po’ di riposo.

È importante dormire e ridurre le attività quotidiane al fine di dare tempo al fisico di combattere il virus e di riparare i danni a livello cellulare. Per quanto riguarda i farmaci, invece, bisogna avvicinarsi con parsimonia e solo dopo aver chiesto un parere al proprio medico curante. Da preferire i probiotici, gli antidiarroici e gli antiemetici al fine di favorire il riequilibrio della flora intestinale; da evitare in particolar modo l’utilizzo di aspirina e di antibiotici. Nel caso i sintomi peggiorassero, con evidenti segni di disidratazione, diarrea sanguinolenta, vomito di sangue, febbre alta oltre i 39°C, è d’obbligo contattare il medico di base o una struttura sanitaria. L’influenza gastrointestinale, accompagnata spesso da una diminuzione dell’appetito, è particolarmente comune nei neonati e nei bambini piccoli di quanto lo sia nei ragazzi o negli adulti. Se i sintomi non si affievoliscono nel giro di un giorno o due, è meglio consultare il pediatra, che potrà raccogliere un campione di feci per verificare la causa dell’infezione. Nel frattempo è bene incoraggiare i bambini a bere piccoli sorsi d’acqua o, nei neonati, latte materno o artificiale, al fine di sostituire i liquidi persi.

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