Il vaccino contro la meningite: tutte le informazioni

In Toscana ha preso il via la nuova campagna di vaccinazione contro la meningite perché la prevenzione è l'unica strada possibile contro questa malattia devastante

Per proteggersi dalla meningite l’unica alternativa è il vaccino. Stando a quanto dichiarato dal Professor Francesco Mazzotta, Primario del Dipartimento di Malattie Infettive a Firenze, non esistono altre soluzioni efficaci all’infuori del vaccino. E in Toscana l’allarme meningite è diventato talmente grave da spingere la commissione vaccinazioni della Regione a intraprendere una massiccia campagna preventiva. Dall’inizio del 2016, infatti, sono stati ben 12 i casi di meningite registrati nella Regione e, fra questi, 2 decessi. Ma il dato più allarmante è che uno dei pazienti attualmente sotto osservazione è un ragazzo di 22 anni, che nel 2008 era stato già vaccinato contro il meningococco C (il batterio responsabile della meningite).

Lo stesso Prof. Mazzotta spiega che il vaccino contro la meningite non è affidabile al 100% e aggiunge che il caso del ragazzo di Niccheri rientra purtroppo in questa casistica. L’organismo, continua il dottore, dopo alcuni anni potrebbe non riconoscere più gli anticorpi prodotti, portando il corpo alla situazione antecedente il vaccino. La risposta al vaccino, inoltre, è soggettiva: la maggior parte dei pazienti sviluppa circa 50.000 anticorpi, alcuni 100.000 mentre altre solamente 1000 ed è in questi casi che è più facile smarrire la memoria della vaccinazione.

Grazie alla vaccinazione, tuttavia, il sistema immunitario viene sempre stimolato e quindi, anche se gli anticorpi prodotti fossero scarsi, quei pochi potrebbero essere sufficienti a contrastare la malattia.
Inoltre, nel caso di vaccinazioni antecedenti troppo datate, l’organismo è comunque preparato a rispondere al batterio della meningite, evitando conseguenze più gravi. Proprio per questo motivo è fondamentale il ruolo della prevenzione e la Regione Toscana ha previsto una campagna di vaccinazione fra tutti gli adolescenti con un’età compresa fra gli 11 e i 20 anni. I ricercatori, infatti, hanno osservato che la maggior parte dei casi registrati in Toscana appartiene a una popolazione molto giovane che, pertanto, appare quella più soggetta ad essere colpita dalla meningite.

La lotta alla meningite, quindi, deve svolgersi essenzialmente sul fronte preventivo ma è altresì fondamentale che i sanitari agiscano tempestivamente così da riconoscere subito la malattia. Ciò significa una maggior prontezza nella somministrazione dei test in tutti quei soggetti che hanno avuto contatti con i malati e intervenire immediatamente con la vaccinazione e la profilassi. Attualmente, purtroppo, al di là della prevenzione, non esistono altre possibili strategie contro la meningite: l’unica difesa è il vaccino e, se dovessero scoppiare epidemie di grave entità, la rivaccinazione.

Immagini: Depositphotos

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