Giovani e scottati dal sole

Sono i giovani e i teenager più che gli adulti a non curarsi dei danni del sole e a prenderlo tra le 11 e le 15, le ore più calde, e per di più senza protezione, esponendosi a gravi rischi per la pelle e la salute.
Lo rivela uno studio della Società britannica di Dermatologia, ripreso dal quotidiano "Independent".

Sarà perché i problemi dell’invecchiamento della pelle non sono una priorità, sarà perché i più giovani sono maggiormente soggetti ai diktat modaioli che vogliono la pelle più che mai abbronzata, o forse per la filosofia del "tutto e subito": fatto sta che un ragazzo su cinque (17%) tra i 16 e 30 anni non ha mai evitato di esporsi ai raggi del sole nelle ore di massima incidenza, contro il 9% degli adulti tra i 31 e 45 anni.
 

Rinunciare al sole? No grazie, risponde la maggior parte di giovani e adolescenti, ansioso di correre in spiaggia a conquistarsi l’agognata abbronzatura (54%). Più cauti invece gli adulti tra i 31 e  i 45 anni, di cui solo il 44% non ha in programma prendere il sole quest’estate.
 
I giovani sembrano poi non curarsi delle scottature, ignari che prima o poi presenteranno il conto e si manifesteranno in tutta la loro profondità sotto forma di rughe, una volta passati gli "anta" (se non prima).
Quasi un quinto dei giovani dunque secondo i dati si scotta più di una volta all’anno, infischiandosene del fatto che ci siano stati melanomi in famiglia o, peggio ancora, sulla propria pelle. 
 
Il quadro, nonostante le campagne di sensibilizzazione sui danni del sole alla pelle, è desolante: basti pensare che nel Regno Unito il tasso di melanomi dagli anni Settanta a oggi nelle persone tra i 15 e 34 anni è triplicato.
Le creme solari? Sono quasi sconosciute a un quarto del campione fino all’età 30 anni. Da ques’età in poi invece quasi tutti cominciano a farne uso, magari spaventati dal manifestarsi dei segni del tempo. Sperando non sia troppo tardi.
Giovani e scottati dal sole