Ecco cosa fare quando la tua vita comincia a complicarsi: suggerimenti

Vediamo cosa fare con la vita complicata, piena di stress, di impegni e di responsabilità. Con alcuni semplici consigli sarà più gestibile

Cosa fare con la vita complicata e snervante? Lo stress è costante, quotidiano e comune a tutti noi. La casa è in disordine, bisogna pagare le bollette, la casella di posta elettronica è piena, il bambino deve andare a tennis e il cane ha bisogno di una visita dal veterinario. Ci sono cose da fare ovunque si guardi e non si sa da dove cominciare. Sembra che la vita sia un vero e proprio marasma e non si sa come riprendere il controllo. Probabilmente non si ha nemmeno il tempo di leggere fino in fondo questo articolo, ma alcuni consigli potrebbero essere di grande aiuto. Quindi procediamo, fondando il nostro ragionamento sulla psicologia che ci può fornire fantastici modi per far fronte allo stress. Il settore inerente lo stress è, infatti, uno dei più fecondi in psicologia e anche uno dei più facili da comprendere ed applicare alla nostra vita. Alcune delle prime incursioni nel campo dello stress sono state condotte dal noto fisiologo austriaco Hans Selye, che ha definito la Sindrome generale di adattamento. Selye sosteneva che abbiamo a che fare con situazioni di stress tanto quanto i suoi animali da laboratorio, che all’inizio si allarmano, poi cercano di resistere e, se lo stress continua, soccombono all’esaurimento.

A differenza degli animali da laboratorio, noi esseri umani possediamo però la cognizione, grazie alla quale ragioniamo sulle nostre esperienze e decidiamo se esse rappresentano una fonte di stress o meno. Lo psicologo di Berkeley Richard Lazarus persegue la stessa linea ed afferma che una situazione è stressante solo se la percepiamo come tale. Quella che viene percepita come una minaccia da una persona può, in effetti, essere vissuta da qualcun altro come una sfida. Un soggetto percepisce, quindi, una casella di posta elettronica piena come un problema insormontabile, mentre il suo migliore amico ama affrontare tutte quelle e-mail in modo efficiente e, anzi, legge in questo traffico telematico un segno della sua importanza sociale. Lazarus e la sua collaboratrice, Susan Folkman dell’Università di San Francisco, sostengono che fondamentalmente l’uomo si approccia allo stress in due modi: quando la situazione sfugge di mano può affrontare i problemi rivolgendosi direttamente alla minaccia cercando di cambiare la situazione; oppure può focalizzarsi sull’aspetto emotivo cercando un modo per vivere al meglio la minaccia stessa. La ricerca di Lazarus e Folkman ha dimostrato che non esiste però un unico modo per far fronte allo stress e non c’è una sola risposta alla domanda: Cosa fare con la vita quando si complica?

Negli ultimi decenni, centinaia di studi hanno ulteriormente chiarito i rapporti tra lo stress e il benessere psicologico. Le psicologhe Kristen Riley e Crystal Park dell’Università del Connecticut, nel 2014, si sono focalizzate sulle reazioni, sul cosa fare concretamente con la vita piena di stress. Hanno, quindi, cercato di spiegare come si possa trasformare la sensazione di essere sopraffatti dai pasticci della vita in uno stimolo utile. Uno stimolo che consente di trasformare una minaccia in una sfida. Secondo le due ricercatrici esiste, infatti, un terzo modo per affrontare lo stress: invece di focalizzarsi sul fatto in sé o sulle emozioni, ci si può focalizzare sul significato intrinseco, modificando la percezione stessa dell’evento fonte di stress, che può diventare un’opportunità di crescita. Ridefinendo una minaccia come una sfida, ci si può effettivamente sentire meglio. Tornando all’esempio iniziale, invece di rifiutarsi di aprire la casella di posta elettronica, si dovrebbe accettare la sfida e dimostrare di avere la capacità di affrontare egregiamente il proprio compito. Se si fa fronte al processo con maggiore fiducia, si riesce ad eliminare la fonte dello stress. In altre parole, si può migliorare la vita con l’autostima.

Riley e Park hanno chiesto ad un campione di 284 studenti di completare, per tre mesi consecutivi, una serie di questionari, nei quali dovevano riferire le loro reazioni di fronte allo stesso evento stressante. I partecipanti dovevano valutare se l’evento coinvolgeva qualcosa di veramente serio e se ritenevano di poter controllare l’evento. I risultati hanno quindi tenuto conto del grado di stress e dell’eventuale esistenza di depressione. Grazie alle valutazioni multiple, le due ricercatrici sono arrivate alla conclusione che, per rendere i fattori di stress cronico controllabili e per sapere cosa fare con la vita intricata, è utile percepire se stessi come perfettamente in grado di gestire la situazione e di affrontare la sfida. Nella vita quotidiana, il primo passo da compiere per rendere un marasma più organizzato è, quindi, quello di ridefinire una questione confusa e vederla come qualcosa che si può raddrizzare. È fondamentale riuscire a vedere il proprio disordine come controllabile. Per concludere diciamo che nella vita le cose non vanno sempre lisce; tutto il contrario. Ma è proprio nel momento in cui si presentano i problemi, che bisogna essere in grado di controllare gli imprevisti ed il caos. Alla fine, l’azione stessa consente di ridurre lo stress.

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