Consigli per aumentare l’apporto di vitamina D

Adottare uno stile di vita sano oltre a preservarci da numerose malattie ci consente anche di evitare carenze di vitamina D

Esporsi regolarmente al sole con la pelle protetta e mangiare tanto pesce, soprattutto salmone e merluzzo, ricchissimi di Omega 3 e Omega 6, sono regole di vita sana che aiutano anche il nostro corpo ad incrementare l’introito di vitamina D. Questa vitamina è infatti fondamentale per mantenere in salute i nostri organi, anche se, purtroppo, non è molto facile da assimilare perché si trova in pochissimi alimenti, tutti di origine animale, ed inoltre per poterla incamerare è necessario esporsi al sole.

È dunque fondamentale escludere la possibilità di essere soggetti che possono andare incontro a carenze di vitamina D a causa delle proprie abitudini di vita. Se siete, ad esempio, delle persone che non amano stare in ambienti aperti o che non si espongono mai alla luce diretta del sole schermandola con vestiti e cappelli, potreste effettivamente rischiare di andare incontro a delle ipovitaminosi. Allo stesso modo, coloro che non mangiano adeguatamente carne, pesce e latticini, gli unici alimenti contenenti vitamina D, potrebbero andare incontro a carenze di questa vitamina. I vegetariani e vegani, ad esempio, dovrebbero fare uso costante di integratori di vitamina D per soddisfare il loro fabbisogno.

Per aumentare, dunque, le quantità di vitamina D nel vostro organismo, il consiglio è di adottare uno stile di vita sano, che preveda di trascorrere molte ore all’aria aperta, soprattutto in primavera ed estate quando il sole è più forte. Nel farlo, ricordatevi sempre di proteggere la vostra pelle con della crema solare: non è infatti necessario abbronzarsi per assimilare la vitamina D, anzi un eccesso di melanina riduce le capacità di assorbimento di questa sostanza. Se temete, poi, di non assumere abbastanza vitamina D fate tranquillamente ricorso a degli integratori oppure modificate le vostre abitudini alimentari mangiando più pesce soprattutto di tipo “azzurro”.

È, inoltre, una buona regola effettuare regolarmente dei prelievi sanguigni per escludere eventuali carenze di questa vitamina: valori di calcidiolo, sostanza associata alla presenza di vitamina D nel sangue, inferiori a 20 ng/ml (50 nmol/l) sono sicuramente segno di una severa ipovitaminosi, nei confronti della quale occorre subito correre ai ripari. Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai bambini, nei quali una carenza di vitamina D potrebbe provocare danni permanenti alle ossa. Cercate di esporre i vostri figli al sole per almeno 30 minuti al giorno ed utilizzate integratori di vitamina D per tutto il primo anno di vita del bambino soprattutto se usate l’ allattamento al seno.

Immagini: Depositphotos

 

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