Chirurgia plastica: siamo in recessione? E’ tempo di un ritocco

Mentre le aziende falliscono, i licenziamenti fioccano e l’economia è sempre più in ribasso, le operazioni di chirurgia plastica crescono a ritmi insospettabili, in barba alla recessione e alle preoccupazioni per il futuro
Ne dà notizia il Daily Mail, che nel solo Regno Unito registra un vero e proprio boom di operazioni, declinato soprattutto nell’accezione maschile.Gli uomini che hanno deciso di andare sotto i ferri per ridurre la pancia, a quanto pare uno dei loro principali motivi di afflizione, sono aumentati del 15% nell’ultimo anno.

Intorno a noi tutte le certezze crollano, risparmi, redditi e posti di lavoro sono a serio rischio: ci vuole proprio un bel ritocchino, per salvare almeno le apparenze e nascondere, almeno agli occhi degli altri, tutte le proprie insicurezze: potrebbe essere questo il ragionamento, a livello più o meno conscio, che potrebbe spiegare l’aumento di operazioni di chirurgia plastica tra i rappresentanti del sesso maschile.

Non che le donne, tradizionalmente tra le principali clienti dei chirurghi estetici e plastici, siano immuni all’aumento di interventi osservato nell’ultimo anno. Tra protesi al seno, liposuzioni e operazioni varie per sembrare più belle, l’incremento rispetto all’anno precedente si aggira intorno ai 6 o 7 punti percentuali. A nulla sono serviti i recenti scandali sulle protesi al silicone: a quanto pare poche aspiranti pazienti si sono scoraggiate, e anch’esse, come i loro partner, non hanno avuto esitazioni a ricorrere al bisturi.

Tra le operazioni più gettonate, oltre a quelle che aumentano il seno, la rinoplastica (plastica al naso), la blefaroplastica (l’intervento alle occhiaie e borse sotto gli occhi) e quelle allo stomaco, per il trattamento dell’obesità.

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