Carnitina: benefici e non di questo integratore

Carnitina: quali sono le sue funzioni? Ecco alcuni importanti approfondimenti relativi alle virtù e agli effetti collaterali di questo noto prodotto

La carnitina è un importante integratore in grado di garantire numerose proprietà benefiche per l’organismo. Non solo, per usufruire di tutti i suoi vantaggi, è fondamentale conoscere a fondo quali sono le dosi consigliate, in modo tale da non imbattersi in alcuni effetti collaterali. Per questo, nonostante le sue virtù, bisogna anche informarsi per quanto riguarda le controindicazioni. Precisamente, la carnitina è un aminoacido contenuto negli integratori utilizzati dagli sportivi e da coloro che eseguono allenamenti impegnativi ed è ricca di vitamina B12. Il suo compito principale è quello di rafforzare la resistenza dei muscoli, in modo tale da renderli più forti e possenti. Questa sostanza, definita anche acido carbossilico, è una componente della carne di bovino ed ha riscosso molto successo in ambito sportivo. Si ritiene che la carnitina favorisca il dimagrimento, poiché agisce direttamente sulla massa grassa, bruciandola e quindi riducendola. In commercio, è possibile reperire numerosi integratori contenenti questo aminoacido, ma bisogna valutare sempre quali sono le circostanze prima di assumere questo prodotto. Il consumo di carnitina, infatti, potrebbe essere sconsigliato in alcuni casi ben precisi. Per questo occorre valutare attentamente i benefici e le controindicazioni della carnitina.

Innanzitutto bisogna comprendere quale funzione svolge questo acido all’interno dell’organismo. Il suo scopo è quello di favorire lo spostamento degli acidi grassi verso il deterioramento. In poche parole, il suo compito è quello di agevolare l’assorbimento degli acidi grassi. In questo modo si favorisce il processo energetico, donando maggiore vitalità e vigore all’organismo. Inoltre, la carnitina svolge un ruolo fondamentale per l’organismo in presenza di ipoglicemia, ovvero quando nel sangue vi è un tasso elevato di acidi grassi. La natura mette a disposizione questa sostanza all’interno di numerosi alimenti. La carnitina, infatti, si può assimilare mediante alcuni cibi come la carne, in particolare la carne rossa, i latticini, ma anche alcuni frutti come ad esempio l’avocado. Non sono da sottovalutare anche i semi di soia. Può essere assorbita completamente dall’organismo, ovvero dai reni e dal fegato, grazie all’elevato contenuto di ferro, vitamina C e vitamina B6. Il fabbisogno quotidiano di questa sostanza dovrebbe aggirarsi intorno agli 80 mg giornalieri, a seconda del proprio peso corporeo.

Se si segue un regime alimentare tradizionale, basato sull’assunzione di tutti gli alimenti si può raggiungere un apporto di carnitina che va dai 100 ai 300 mg al giorno. Nonostante ciò, bisogna chiarire che si può ottenere un corretto fabbisogno quotidiano di carnitina anche mediante un’alimentazione vegetariana. Per assicurarsi di trarre tutti i benefici occorre assumere i cibi vegetali come carciofi, legumi, l’aglio, banane, asparagi, noci, albicocche, barbabietole e germe di grano. La carnitina è in grado di assicurare numerose virtù per l’organismo, a seconda delle proprie caratteristiche fisiologiche. In primo luogo, la sua funzione sugli acidi grassi garantisce un rapido dimagrimento, poiché aiuta a bruciare i grassi velocemente. A tal proposito, viene spesso indicata all’interno delle diete, in quanto stimola il metabolismo e previene l’obesità. Non solo, la carnitina apporta numerosi benefici anche per il sistema cardiovascolare. Aiuta, infatti, a prevenire i disturbi cardiovascolari come tachicardia, infarto ed insufficienza cardiaca.

La carnitina riduce il livello del colesterolo nel sangue, diminuendo i trigliceridi. In questo modo previene il rischio di depositi di grasso all’interno dei vasi sanguigni. Una sua spiccata proprietà è quella di ridurre il livello di lipoproteine, principali responsabili degli attacchi di cuore. Allo stesso tempo favorisce anche una migliore ossigenazione per le cellule. La carnitina agisce anche sul sistema nervoso, rivelandosi una sostanza terapeutica per i pazienti affetti da Alzheimer, grazie alle sue proprietà antiossidanti.

È anche un buon modo per contrastare la depressione. I suoi effetti benefici aiutano a regolare la tiroide, prevenendo l’insorgenza delle patologie tiroidee, causate da un’elevata produzione di ormoni tiroidei. Quest’ultimi vengono ostacolati dalla carnitina, favorendo il benessere cellulare. In ambito sportivo, questo aminoacido è noto per prevenire la formazione di acido lattico e aiuta ad aumentare la massa muscolare. Una cattiva alimentazione o patologie come la distrofia muscolare, potrebbero essere la causa di una carenza di carnitina, la quale potrebbe comportare disturbi di vario tipo come stanchezza muscolare, accumulo di grassi ed ipoglicemia. In queste circostanze si consiglia, quindi, l’assunzione di integratori, in modo da apportare il giusto fabbisogno quotidiano di carnitina nel sangue. Attenzione però, poiché un dosaggio elevato potrebbe causare effetti collaterali come disturbi gastrointestinali, nausea, vomito e crampi. È da evitare per i soggetti affetti da epilessia o da patologie tiroidee. In gravidanza, invece, è possibile assumere la carnitina, ma in dosi moderate.

Carnitina: benefici e non di questo integratore