Camminare a piedi scalzi può essere pericoloso, attenzione al parassita

Basta il semplice contatto con i piedi scalzi e il parassita Strongyloides stercoralis si infiltra subdolamente nel nostro organismo

Basta il semplice contatto con i piedi scalzi e il parassita Strongyloides stercoralis si infiltra subdolamente nel nostro organismo. La principale minaccia si troverebbe nel terreno per poi risalire fino all’intestino, dove sarebbe in grado di produrre danni, anche molto seri, ma in maniera inizialmente silente. Il parassita avrebbe la capacità di insinuarsi nel nostro corpo attraverso la pelle anche se perfettamente integra e, secondo studi condotti di recente, con il passare del tempo potrebbe invadere tutti gli organi del corpo umano.

L’allarme è stato emanato dall’Oms e dai biologi di tutto il mondo, con l’intenzione di diffondere, attraverso campagne informative, una maggiore consapevolezza nei confronti del pericolo poco conosciuto e sottovalutato. Lo Strongyloides stercoralis è un batterio che ha la potenzialità di intrufolarsi nel nostro corpo, molto più facilmente, dalla pianta dei piedi anche se perfettamente integra e priva di lesioni.

I sintomi sono vaghi e non gravi: prurito, dolori addominali, disturbi respiratori. Ma se le difese immunitarie sono basse, il parassita prolifera in modo incontrollato e può invadere tutti gli organi e gli apparati. La malattia si chiama “stongiloidosi”, dal nome del parassita le cui larve microscopiche pare si trovino nel terreno che risulta contaminato nello specifico da feci umane e forse anche di cane.

Le larve risalgono verso la superficie del terreno seguendo la differenza di temperatura e di concentrazione di anidride carbonica.
Qui entrano in contatto con la cute del loro prossimo ospite (banalmente venendo calpestate), la penetrano e si immettono nel circolo sanguigno, raggiungendo così i polmoni.

Da qui, dopo essere passati attraverso gli alveoli polmonari, risalgono l’albero respiratorio arrivando all’epiglottide, dove vengono deglutite, raggiungendo così lo stomaco e successivamente la loro meta: l’intestino tenue. A questo punto sfruttano i caratteristici dentelli per attaccarsi alla parete intestinale, e iniziando a succhiare sangue. Successivamente si accoppiano e si moltiplicano. Si tratta di una malattia poco conosciuta ma purtroppo molto diffusa soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

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