Boom di gastroenteriti al ritorno delle vacanze: cosa mangiare per guarire in fretta

Le gastroenteriti sono delle malattie molto frequenti nella popolazione italiana, tanto da costringere a letto molte persone ogni anno

Le gastroenteriti sono delle malattie a carattere infiammatorio che interessano parte della mucosa dello stomaco e parte dell’intestino tenue. La durata del disturbo varia da 3 a 4 giorni, a seconda del sistema immunitario dell’organismo e di altri fattori. I sintomi iniziali della maggior parte delle gastroenteriti spaziano dai crampi addominali al poco appetito, passando per attacchi di dissenteria e persino nausea. In alcuni casi è possibile il manifestarsi di febbre precoce (se l’infiammazione ha cause infettive). Generalmente, i medici diagnosticano la malattia toccando l’addome. La procedura di palpazione permette d’individuare eventuali gonfiori o tensioni nelle zone inferiori e centrali dell’addome, ove è localizzato l’intestino tenute, uno dei corpi ospitanti l’infiammazione. La gastroenterite ha origini virali nel 90% circa dei casi. Nei casi restanti può essere dovuta ad allergie o alle intolleranze di genere alimentare.

In via generale, le gastroenteriti sono accompagnati da dolori addominali oppure quelli gastrici. In più vi sono le diarree, la cui intensità è variabile a seconda di fattori come l’entità stessa della malattia, il tempo trascorso dall’inizio dei sintomi (simili a quelli dell’influenza gastrointestinale)e così via. Nel caso delle gastroenteriti più gravi può avvenire la disidratazione dell’organismo, motivo per cui tutti i medici consigliano caldamente di bere molti liquidi. I sintomi quali nausea, poco appetito e diarrea sono delle cause delle reazioni di difesa dell’organismo stesso, che così si difende dalle tossine batteriche o dai veleni di vario tipo. La diarrea e il vomito sono tentativi dell’organismo di espellere fuori tutto ciò che è nocivo per l’organismo stesso. Il primo passo per facilitare la reazione fisiologica, è quello di stabilire una giusta dieta.

Come? Innanzitutto, bisogna precisare che i malati devono mangiare. Ignorare il cibo è qualcosa che si deve evitare, poiché può portare alla perdita di forze e a una successiva anoressia. La dieta stabilita va concordata con il proprio medico di fiducia, che deve anche stabilire la diagnosi della gastroenterite e prescrivere un’adeguata cura. Si deve evitare in ogni modo possibile le cure fai-da-te, in quanto potrebbero peggiorare ulteriormente una situazione già così difficile. Si consiglia di prestare ascolto e fede alle parole del medico e seguire alla lettera le sue indicazioni. Certo, durante i primi giorni di malattia mangiare sarà alquanto difficile. L’organismo, sotto shock, cercherà di non assumere altre sostanze espellendo quelle che reputa essere dannose. Tuttavia, i giorni successivi all’inizio mangiare sarà più facile.

L’alimentazione assunta dal malato dev’essere molto variabile e comprendere svariate tipologie di sostanze. In questo i pasti devono essere piccoli, ma frequenti, coprendo, preferibilmente tutto l’arco del giorno. Mangiare a piccoli dosi favorisce la digestione e non sottopone l’organismo a ulteriori sforzi. Si riesce così a conservare le energie necessarie e apportare al corpo le sostanze di cui ha bisogno per combattere le tossine ancora presenti in circolo. La dieta da preferire deve basarsi su cibi molto semplici e di facile digestione. In primis il pesce bollito oppure cotto a vapore, quindi la carne ai ferri, del riso ben cotto ad alta digeribilità, yogurt, banane, mele a pezzetti, formaggi stagionati, pasta bianca e così via.

Le fette biscottate sono consigliate da prendere insieme al miele oppure alle gelatine di frutta. Tutti gli alimenti indicati aiutano nel caso delle gastroenteriti a ristabilire l’equilibrio idrico, favoriscono la reidratazione dell’organismo, apportano vitamine o altre sostanze necessarie e sono costipanti. Tuttavia, come potrebbe facilmente notare un qualsiasi dietologo esperto, i cibi indicati sono poveri di sali minerali. A questo proposito il più dei medici consiglia di aggiungere ai pasti una soluzione di reidratazione di tipo orale ricca di vari sali minerali. D’altro canto, ci sono anche dei cibi che bisogna evitare. Questi sono, generalmente, difficili da digerire: cereali, pane integrale, riso integrale, verdure crude, legumi, frutta cruda e così via.

Gli yogurt sono assolutamente consigliati, specie se contengono i batteri Lactobacillus acidophilus, utili per ripristinare la flora intestinale e dare vigore ai batteri protettivi dell’apparato digerente umano. La maggior parte dei medici consiglia anche di evitare di assumere il latte e i suoi derivati per un periodo di tempo minimo di due settimane dalla fine della diarrea. Sono da evitare, inoltre, tutte le bibite gasate, in quanto potrebbero portare allo sviluppo di meteorismi, e le bevande con il contenuto di alcol, poiché favoriscono la disidratazione. Non bisogna bere il caffè, in quanto la caffeina potrebbe stimolare la perdita di fluidi da parte dell’organismo, e le bevande zuccherate, come i succhi di frutta. Per ovviare ai problemi di stanchezza si consiglia un regime a letto.

Boom di gastroenteriti al ritorno delle vacanze: cosa mangiare per gua...