Bikini bridge, la nuova pericolosa mania che divide sui social

Quando la bellezza coincide con la magrezza arrestare quei meccanismi, offensivi e border line, acquista un senso in più. Liquidare il bikini bridge come una mania o un fenomeno di massa e modaiola sui social allontana lo spettro di un consumismo estetico che vuole le ragazze sempre più magre, sempre più ossute e avvicina le personalità più condizionabili a un ideale per cui magro coincide con bello. E non esattamente con sano.

Se già il tigh gap, autentica ossessione del 2013, proponeva l’obiettivo quella distanza tra le cosce come il massimo dell’avvenenza il #bikinibridge (di cui diamo un breve saggio nella fotogallery) inneggia a tonificare gli addominali e ad asciugarsi fino a mostrare le ossa del bacino.

Sui social più frequentati, Facebook e Twitter per essere espliciti, è tutto un postare scatti, selfie che mostrano questa inedita frontiera del voyage da un lato e dell’esibizionismo dall’altro, fotografando quello spazio che si crea tra lo slip e il corpo quando le anche sporgono così tanto da far sembrare teso lo slip.

La reazione sul Web e non è stata unanime nel destare interrogativi sulla strumentalizzazione del corpo femminile che continua a essere considerato come una macchina da modificare per inseguire un ideale purtroppo malsano, purtroppo inarrivabile, purtroppo complice quando colpisce anime fragili una giustificazione per adottare comportamenti alimentari errati se non nocivi. Anoressia, bulimia, disturbi alimentari: il riferimento è anche a quelle malattie e a al pericolo di scivolarvi in maniera quasi inconsapevole.

Bikini bridge, la nuova pericolosa mania che divide sui social