Batteri resistenti agli antibiotici: in Italia neonati a rischio

L'uso errato degli antibiotici ha aumentato il numero di germi resistenti mettendo in grave pericolo soprattutto i bebè

Le infezioni sono una delle cause principali di mortalità in età neonatale. Gli antibiotici sono un valido strumento per debellarle, ma il loro uso sproporzionato e non corretto provoca l’aumento di micro-organismi multi-resistenti. Un problema assai grave se si pensa che nel mondo ogni anno oltre un milione di bebè muore per gravi infezioni.

La Società Italiana di Neonatologia ha lanciato dunque un allarme e la comunità scientifica sta cercando di agire su due fronti: da un lato coinvolgendo le case farmaceutiche, dall’altro puntando sulla prevenzione.

L’Italia è uno dei Paesi più  rischio a causa dell’uso eccessivo che si è fatto degli antibiotici negli ultimi 30 anni: i batteri sono diventati più resistenti. Secondo lo European centre for disease prevention and control noi siamo al quinto posto per uso giornaliero di antibiotici, dietro a Grecia, Francia, Lussemburgo e Belgio. Se quindi si vuole arginare il problema, è necessario trovare un modo alternativo per trattare le infezioni e modificare l’uso di antibiotici che sono ancora efficaci.

Come ha spiegato Mauro Stronati, presidente della Sin:

Il quadro che emerge è quello di un mondo in cui l’arsenale per combattere i microrganismi è sempre più povero di mezzi. È necessaria una presa di coscienza individuale e collettiva sul fenomeno, ma principalmente l’adozione di un protocollo rigoroso all’interno degli ospedali e nelle cure che prevedono l’impiego di antibiotici.

L’aumento dei batteri resistenti è particolarmente pericoloso come si è detto per i neonati. Dei 4 milioni di decessi in età neonatale che avvengono ogni anni nel mondo, il 36% (circa 1,5 milioni) è causato da patologie infettive. Non ci sono dati sulla percentuale di morti dovute a germi resistenti. In ogni caso, 1.320 neonati ricoverati in Terapia intensiva, il 9% era colonizzato da batteri portatori di almeno una resistenza antibiotica.

La soluzione proposta dai neonatologi italiani pone l’accento da un lato sulla maggiore educazione alla prevenzione delle infezioni, dall’altro sottolinea l’importanza che la prescrizione degli antibiotici sia strettamente regolamentata.

Batteri resistenti agli antibiotici: in Italia neonati a rischio