Attenzione al sale nascosto nei cibi: la classifica degli alimenti da evitare

Il sale in eccesso è un fattore di rischio per ipertensione, problemi cardiaci e ictus: per evitare l’indurimento delle arterie e problemi di salute che ne conseguono il consumo giornaliero medio raccomandato dovrebbe essere inferiore a 1500 mg di sodio.

E’ inutile tuttavia fare attenzione al sale che aggiungiamo all’insalata, o evitare di consumare alimenti dichiaratamente salati come le patatine, se la maggior parte del sale che consumiamo entra nel nostro organismo in modo occulto.
I responsabili dell’eccessivo apporto di sodio nella dieta infatti sono alimenti del tutto insospettabili, che mettiamo tranquillamente in tavola senza immaginare il loro reale contenuto di sale. Lo sottolineano la American Heart Association e la American Stroke Association, che hanno steso la lista degli alimenti più ricchi di sodio a nostra insaputa: non a caso, si tratta esclusivamente di alimenti pronti o già confezionati.

– Il primo alimento in classifica è il pane, accompagnato dai prodotti da forno da esso derivati. Un pezzo di pane, sostengono i ricercatori, potrebbe contenere 230 mg di sodio, il 15 per cento dell’apporto giornaliero raccomandato.
– Al secondo posto troviamo la carne lavorata preconfezionata: quindi i salumi e la carne cotta e tagliata a fette, tra cui gli apparentemente innocenti tacchino e roastbeef. Il sodio in questi alimenti serve da conservante e può arrivare anche a 1.050 mg a porzione.
Terza cassificata, la pizza: una fetta può contenere non solo fino a 760 mg di sale, ma anche una grande quantità di grassi e calorie.
Quarto in classifica il pollo arrosto confezionato o surgelato, nonché i secondi già pronti a base di pollame: ad esempio delle apparentemente innocue polpettine possono contenere anche 600 mg di sodio.
Quinta classificata, la tutt’altro che salutare -quanto a contenuto di sodio- zuppa pronta in scatola. Assieme alla verdura, può contenere fino a 940 mg di sodio.
– Al sesto posto quanto a insospettabilità, ma non come contenuto di sodio, abbiamo i sandwich: il pane che si usa per confezionarli è già salato di per sé; se aggiungiamo poi carne lavorata (vedi sopra), affettati e già che ci siamo salse di vario tipo il panino può arrivare a quota 1.500 milligrammi di sodio, quanto l’intero fabbisogno giornaliero.

In generale, consigliano gli esperti, è bene evitare il più possibile alimenti confezionati già pronti. Se proprio non è possibile evitare di consumarne, è necessario verificare sull’etichetta del prodotto la quantità di sodio presente. La giusta quantità di sodio che occorre all’organismo è presente nelle verdure, nell’acqua e nella frutta, ma anche in carne e pesce non confezionati. In sostituzione del sale da tavola è possibile utilizzare spezie, erbe aromatiche, brodo vegetale naturale in polvere o meglio fatto in casa, oppure gomasio e il tamari, una salsa di soia.

 

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