Antibiotici e batteri resistenti, 7 cose da sapere

L’allarme sulla resistenza dei batteri agli antibiotici ha seminato il panico. E alcune convinzioni diffuse e sbagliate contribuiscono ad accrescerla. Il documento dell'OMS

Stiamo assistendo, negli ultimi anni, a un drammatico aumento dei batteri resistenti agli antibiotici. Anche in alcuni ambienti, come gli ospedali, dove il rischio di contagio ed epidemia è maggiore.

Nel mondo 700.000 persone muoiono ogni anno per infezioni da batteri resistenti. E il numero è destinato tragicamente a salire entro il 20150, se non si interviene.

L’Oms ha rilasciato un documento utile per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla resistenza agli antibiotici. Evidenziando, in particolare, le sette coninzioni sbagliate sugli antibiotici, che molti hanno. E che non fanno che contribuire ad accrescere la resistenza dei batteri.

1. Se presi correttamente, gli antibiotici non causano resistenza nei batteri. FALSO
La resistenza agli antibiotici è frutto della selezione naturale darwiniana. Per migliaia di anni, i batteri si sono difesi da sostanza chimiche prodotte da altri batteri progettati per ucciderli. Da quando nel 1928 Fleming ha scoperto la penicillina, questa è stata usata come antibiotico. Ma ogni volta che si usa un antibiotico che uccide tutti i batteri che non dispongono di un meccanismo di resistenza – quelli cosiddetti “sensibili”, ne restano alcuni che sono resistenti. Questi si moltiplicano e e possono causare nuove infezioni, oppure colonizzare le superfici della pelle e del corpo. A quel punto sono in grado di essere trasferiti ad un’altra persona, per esempio attraverso il tatto. Questo è il principale metodo in cui si diffondono i batteri resistenti agli antibiotici, soprattutto in ambienti come gli ospedali, se gli operatori sanitari non praticano una buona igiene delle mani. Ecco spiegato perché anche se si prende correttamente un antibiotico, questo può causare resistenza.

2. È il nostro corpo a diventare resistente agli antibiotici. FALSO
Sono i batteri a diventarlo, non il nostro corpo. Non c’è quindi nulla che possiamo cambiare in noi per superare la resistenza agli antibiotici nei batteri.

3. Gli antibiotici sono la cura anche per raffreddori comuni e influenza. FALSO
Gli antibiotici sono attivi solo contro i batteri. Influenza e raffreddore comune sono causati da virus contro cui gli antibiotici non hanno assolutamente alcun effetto. E più antibiotici usiamo, più i batteri resistenti aumenteranno di numero. L’abuso di antibiotici per le infezioni virali è una delle maggiori cause dell’ aumento della resistenza agli antibiotici in tutto il mondo. L’unico risultato che otterrete, prendendo un antibiotico per il raffreddore è: farvi del male attraverso gli effetti collaterali indesiderati del farmaco e fare del danno a voi stessi, alla vostra famiglia e alla società, contribuendo alla resistenza dei batteri all’antibiotico.

4. Appena mi sento meglio, posso interrompere l’antibiotico. SBAGLIATO
Solo nel caso in cui ci si accorga che il nostro problema è virale e non batterico, allora ha senso interromperlo (perché per meno tempo lo si prende, meno danno si fa). Ma se abbiamo una infezione batterica, è fondamentale prendere l’antibiotico per tutto il tempo necessario. I nostri sintomi migliorano prima che tutti i batteri siano uccisi. Se si interrompe prima l’antibiotico o non si prendono tutte le dosi, la quantità non sarà sufficiente ad uccidere tutti i batteri. E questi saranno in grado di replicarsi. È più facile per i batteri diventare resistenti quando si prende poco o male l’antibiotico. Ecco perché è fondamentale completare il ciclo e non fermarsi prima.

5. Posso usare l’antibiotico avanzato da parenti a amici. SBAGLIATO.
Mai prendere l’antibiotico avanzato da qualcuno, ma solo quelli prescritti da un medico. E sono due le ragioni: 1. Gli antibiotici vecchi hanno più probabilità di causare resistenza nei batteri, perché il loro principio attivo potrebbe essere stato compromesso. 2. Gli antibiotici avanzati da altri potrebbero non essere quelli giusti per la propria infezione. Non tutti sono uguali e non tutti servono per debellare gli stessi batteri. E trattarli nel modo sbagliato non fa che aumentare la loro resistenza.

6. La resistenza agli antibiotici avviene solo dopo vari cicli ripetuti. SBAGLIATO.
La resistenza può verificarsi ogni volta che si prende un antibiotico, anche se si tratta della prima. Ovviamente, più cicli di antibiotici si fanno, più aumenta la probabilità di creare resistenza nei batteri. Ma ciò non significa che con un solo ciclo non possa accadere.

7. La colpa è dei medici, che prescrivono antibiotici con troppa facilità. SBAGLIATO
Non è corretto scaricare interamente la colpa sui dottori. È più importante sensibilizzare e informare l’opinione pubblica su come avviene la resistenza agli antibiotici. Spesso i medici prescrivono gli antibiotici perché pressati dai propri pazienti, fidandosi dei loro sintomi. La verità è che siamo tutti sulla stessa barca e tutti responsabili del nostro futuro.

Antibiotici e batteri resistenti, 7 cose da sapere