Alzheimer, un malato in una famiglia italiana su 4 entro 20 anni

Studi recenti hanno mostrato come l'Alzheimer si stia diffondendo sempre più, specialmente nel nostro Paese dove l'aspettativa di vita è molto alta

In un breve lasso di tempo, circa 20 anni, una famiglia su quattro avrà un malato di Alzheimer. Un tema questo discusso a Roma durante la presentazione dell’intesa Airalzh-Coop al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Si è calcolato che in Italia una persona affetta da demenza costa circa 22mila euro l’anno e nel 50% dei casi uno dei famigliari è costretto a lasciare precocemente il lavoro per prendersi cura del parente malato.

Studi recenti hanno evidenziato che nel nostro Paese soffrono di Alzheimer e malattie simili un milione e 200mila persone. Le forme di demenza senile sono state indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità come l’emergenza socio-sanitaria del XXI secolo. Nel 2030 si calcola che i malati saliranno a un milione e 600mila, per arrivare a 2 milioni nel 2050.

La maggior parte dei pazienti è over 65 anni. Si stima che l’incidenza raddoppi ogni 5 anni, mentre dagli 85 anni il pericolo sfiora il 50%. Secondo dati Censis 2016 oltre a crescere in Italia il numero delle persone affette da Alzheimer, aumenta anche l’età media: oggi è pari a 78,8 anni, mentre nel 2006 era di 77,8 anni. Esistono anche forme precoci che riguardano il 5% del totale dei casi.

Dato che l’età rappresenta un fattore di rischio molto elevato, il nostro Paese, secondo per aspettativa di vita solo al Giappone, è tra i più esposti all’allarme Alzheimer.

Sebbene oggi ci sia maggiore consapevolezza che in passato, il tempo medio in cui si arriva alla diagnosi di Alzheimer è di circa due anni, mentre in molti casi la cura precoce ritarderebbe l’avanzare della malattia. L’errore che spesso viene fatto è di concentrarsi sul sintomo più evidente, la perdita della memoria, trascurando altri campanelli d’allarme.

Alzheimer, un malato in una famiglia italiana su 4 entro 20 anni