Artrosi: nuove frontiere per il trattamento delle donne in menopausa

Tra i disturbi legati all’età post menopausale non c’è solo l’osteoporosi, con il rischio ormai noto di fratture ossee, ma anche l’artrosi. Le indagini più recenti mostrano infatti che anche i muscoli, le cartilagini e i nervi subiscono i danni della menopausa.

I sintomi principali sono dolori diffusi e artralgie improvvise. L’artrosi è un disturbo che, se trascurato, si trasforma in una patologia invalidante per il 25% delle donne oltre i 50 anni. Mani, ginocchia e colonna vertebrale sono le articolazioni più colpite.

La degenerazione della cartilagine comporta, oltre a un progressivo assottigliamento della superficie articolare, ulcerazioni, immobilità e debolezza muscolare con pesanti conseguenze sulla qualità di vita. Il dolore articolare, inoltre, altera il ritmo del sonno e riduce il recupero dalla stanchezza. L’immagine corporea è alterata: la donna, infatti, ha la percezione di un’ armatura arruginita in cui si sente intrappolata. L’ansia per il futuro e la depressione reattiva aumentano ulteriormente la percezione e la cronicità del dolore.

Le terapie tradizionali di tipo farmacologico prevedono la somministrazione di antidolorifici e antinfiammatori; per le forme più gravi e invalidanti si ricorre all’intervento chirurgico con la riparazione o la sostituzione dell’articolazione colpita.

Anche per la prevenzione dell’artrosi, però, come per le altre patologie legate alla menopausa, recenti studi hanno riconosciuto l’utilità della terapia ormonale sostitutiva.

Studi recenti dimostrano una riduzione del rischio del 60% nelle donne sottoposte a terapia ormonale sostitutiva.

I consigli dati non possono sostituire la visita specialistica. Le informazioni, le opinioni e le raccomandazioni fornite non intendono sostituire quelle del medico curante.

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