Sophie aveva un sogno. E l’ha realizzato

Voleva dare un messaggio e un disegno a Papa Francesco. Così si è fatta coraggio e ha scritto una piccola grande #bellastoria

Video tratto da YouTube

Sophie ha 5 anni e un desiderio più grande di lei: consegnare una lettera a Papa Francesco. E Sophie ce l’ha fatta. Con il coraggio e la decisione che solo i bambini sanno avere quando vogliono una cosa con tutto il cuore. Così mercoledì 23 settembre a Washington, durante la parata del pontefice sulla Constitution Avenue, Sophie è riuscita a passare al di là delle transenne. Il Papa l’ha vista e l’ha fatta avvicinare. Gli uomini della sicurezza l’hanno sollevata, Francesco l’ha stretta a sé e ha ascoltato le sue parole. Sophie gli ha dato la sua lettera e una maglietta gialla con la scritta “Salva Dapa, così l’immigrazione potrebbe essere la tua benedizione”.

Oltre alla lettera c’era un disegno (Papa Francesco che tiene per mano bambini di diverse nazionalità) e una scritta: “Io e i miei amici ci vogliamo bene a prescindere dal colore della nostra pelle”.

Questo il testo della lettera:

Papa Francesco, voglio dirti che il mio cuore è triste e mi piacerebbe chiederti di parlare con il Presidente e con il Congresso per mettere in regola i miei genitori, perché ogni giorno sono spaventata dal fatto che prima o poi li porteranno lontano da me. Credo di avere il diritto di vivere con i miei genitori. Ho il diritto di essere felice. Mio papà lavora ogni giorno in fabbrica per galvanizzare pezzi di metallo. Tutti gli immigrati così come il mio papà hanno bisogno di questo Paese. Meritano di vivere con dignità. Meritano di vivere con rispetto. Tutti meritano una riforma dell’immigrazione, perché è un beneficio per il mio Paese e perché lavorano duramente raccogliendo arance, meloni, carote, cipolle, spinaci e altre verdure“.

Sophie è una cittadina americana, figlia di immigranti messicani che vivono clandestinamente in California. Suo papà, il 36enne Raul Cruz, è venuto negli Stati Uniti con la moglie 10 anni fa. “Mia figlia vive con la paura che ci deportino”, ha dichiarato Raul al “Washington Post”.

P.S. Il gesto di Sophie, si è poi saputo, è stato ideato dall’organizzazione no profit Hermandad Mexicana Transnacional.

Sophie aveva un sogno. E l’ha realizzato