Ritorno Al Futuro: le 5 profezie indovinate dal film

Ecco quali sono state le previsioni più vicine alla realtà di oggi di questo ritratto del futuro realizzato nel 1989

Il video tributo realizzato dall’artista audiovisuale Klesha

 

Nella trama di Ritorno al Futuro – parte seconda, il 21 ottobre 2015 è il giorno in cui si ritrova Marty McFly – magistralmente interpretato da Michael J. Fox – dopo il viaggio nel tempo a bordo della DeLorean. E il 21 ottobre 2015 si è celebrato un evento mondiale, con migliaia di cinema che, per l’occasione, hanno programmato la pellicola tre decenni dopo l’ultima proiezione.

Chi ha rivisto il film sarà sicuramente stato rapito dal gioco di rivedere il futuro come ce lo immaginavamo allora: vediamo che cosa è andato effettivamente come previsto dalle scene:

  1. Gli occhiali di Doc. Sono connessi con l’automobile e permettono di raccogliere e consultare informazioni. Ricordano molto da vicino i Google Glass e Oculus Rift. Ma più in generale, preannunciano la tecnologia wearable
  2. Comunicazioni in videoconferenza. Marty McFly viene licenziato dal proprio capo che gli compare in uno schermo posto di fronte alla sua scrivania. Il pensiero va a Skype, Hangout, Facetime e tutte le piattaforme di chat che integrano le videochiamate.
  3. Mobile Paying. In una scena del film si vede un tassista che riceve il pagamento della corsa con la scansione dell’impronta digitale. Non sappiamo se ci arriveremo, ma già oggi è possibile pagare con un iPhone, che a sua volta si può già sbloccare grazie alla propria impronta digitale.
  4.  Droni. In un’altra scena, si vede un cane al guinzaglio seguito da un oggetto volante. Aldilà dell’impiego specifico, ci ricorda qualcosa di molto presente al giorno d’oggi.
  5. Chicago Cubs. Al tempo in cui fu girato il film, la squadra di baseball di Chicago era una nobile decaduta e rischiava la definitiva scomparsa. Nel 2015 “del film” i Cubs hanno appena vinto le World Series: non è andata perfettamente così, ma intanto in questa stagione sono in testa alla National League, già qualificati per le finali.

Ovviamente si potrebbero trovare tantissimi altri dettagli che raccontano tutto ciò che il film non ha indovinato per “eccesso di generosità” verso la realtà attuale (macchine e skateboard volanti, vestiti che si adattano alla taglia di chi li indossa ecc…). L’errore più grande però non è una esagerazione, ma una sottovalutazione: non c’è internet. Le comunicazioni private si scambiano ancora attraverso qualcosa di molto simile al fax.

Questa è una #bellastoria. Un “anniversario” tutto particolare da condividere con chi è appassionato di tecnologia e fantascienza.

Ritorno Al Futuro: le 5 profezie indovinate dal film