Malala, l’attivista pachistana premio Nobel per la pace

"Nonostante la sua giovane età Malala Yousafzay ha già combattuto diversi anni per il diritto delle bambine all’istruzione ed ha mostrato con l’esempio che anche bambini e giovani possono contribuire a cambiare la loro situazione. Cosa che ha fatto nelle circostanze più pericolose". Chi ha letto il suo libro "Io sono Malala" o ha conosciuto attraverso i media la sua storia capirà il senso della motivazione di questo Premio Nobel per la pace 2014.

"Attraverso la sua lotta eroica è diventata una portavoce importante del diritto delle bambine all’istruzione". Un diritt tropo spesso negato, ostacolato per ragioni di natura culturale contro cui questa giovanissima attivista pachistana di appena 17 anni ha speso la sua vita, perché di questo si tratta. Di rischiare per una causa. Malala Yousafzai, attivista per i diritti delle donne in Pakistan e per il diritto all’educazione, fu  gravemente ferita nel 2012 da uomini armati, a Peshawar diventando, da allora, il simbolo della resistenza femminile a una sopraffazione disturbante quanto retrogada.

Per i talebani era un’infedele simbolo di oscenità. Ma lei, Malala non si è fermata nonostante il grave attentato subito e ha riferito dell’oscenità delle condizioni in cui versano ancora le donne lanciando l’appello all’istruzione per tutti bambini, nel suo intervento alle Nazioni Unite.

 

 

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