Le donne coraggiose del terremoto

In mezzo a tutto l'orrore, alcune storie hanno avuto un lieto fine. Spesso protagoniste di queste storie sono donne coraggiose

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia nella notte fra il 23 e il 24 agosto è stato devastante e ha distrutto interi paesi. Gli abitanti non hanno più una casa e, spesso, nemmeno una famiglia. In mezzo a tutto questo orrore, però, alcune storie hanno avuto un lieto fine. Spesso protagoniste di queste storie sono donne coraggiose…

La nonna che ha salvato i nipotini nascondendoli sotto al letto
A Pescara del Tronto, dove il terremoto ha colpito e distrutto il paese, due fratellini di 4 e 7 anni, Samuele e Leone, sono stati estratti vivi dalle macerie grazie alla nonna Vitaliana, da cui erano ospiti, che li ha infilati insieme a lei sotto al letto. Il più piccolo è stato protetto dal corpo dell’anziana, anche lei estratta dalle macerie dopo che i vigili avevano messo in salvo i nipotini. Il marito di Vitaliana, Vito, è invece spirato nel crollo.

La maestra in lacrime per la scuola elementare
Anche la scuola elementare di Amatrice è stata portata via dal terremoto: una scuola che aveva solamente quattro anni di vita, era uno degli edifici più moderni di Amatrice, costruita nel 2012, tre anni dopo un altro terribile disastro, quello de l’Aquila e pertanto secondo tutte le norme antisismiche. Un paese di cui non è rimasto nulla, se non i ricordi come quelli di quella scuola elementare che, sino a due mesi fa, aveva ospitato la gioia e la felicità dei bambini. Un ricordo commosso e una voce rotta dal pianto quella di un’insegnante della ‘Romolo Capranica’, intervistata dal ‘Corriere’: ‘Ho insegnato per tanti anni qui fino allo scorso anno – sussurra la maestra che ha appena la forza di parlare di fronte alle macerie di quell’edificio tanto caro ai suoi ricordi – Scusate, ma è difficile…Io non sono di qui, sono di vicino L’Aquila, ma ho subito pensato alla scuola, ai miei alunni….qualcuno l’ho trovato, qualcuno no…’ racconta tra le lacrime. Poche parole, poi, inevitabilmente la commozione finisce per prevalere e la voce, così, non ce la fa più ad uscire, perchè è il dolore, purtroppo, a sopraffare quei ricordi che, comunque, resteranno sempre vivi.

La suora salvata “da un angelo”
Prostrata a terra, col sangue che le scende da una ferita sopra l’occhio e le imbratta il velo e il telefonino stretto in mano, con cui chiama i suoi cari per rassicurarli. Abbastanza per diventare una delle immagini simbolo della tragedia di Amatrice. Suor Mariana, albanese, 32 anni, è sopravvissuta perché si è nascosta sotto al letto: “Io, salvata da un angelo, chiamavo tutti i miei cari e dicevo: pregate per noi. Il tetto del convento stava crollando, mi ha soccorsa un ragazzo di cui non sapevo neppure il nome.” È rimasta lì fino all’arrivo del suo soccorritore, un ragazzo conosciuto nel convento di Amatrice che, come ha raccontato su La Repubblica, “assiste una famiglia di anziani nostri ospiti. Non conoscevo il suo nome, non ci avevo mai parlato” precisa la suora. “Mi ha preso per un braccio e mi ha condotto fuori”, ma mentre uscivano dal convento hanno “udito le voci disperate di suor Maria e suor Giuseppina. Urlavano che non riuscivano a respirare, e così siamo tornati indietro. Questo ragazzo ha rischiato la vita per dare una mano anche a loro”. Ora le due suore sono ricoverate in ospedale, ma stanno bene. Purtroppo, come spiega suor Marianna: “Suor Cecilia, suor Agata e suor Anna dormivano al piano di sotto nella parte più vecchia del palazzo, che è crollato del tutto”, quindi è difficile che siano sopravvissute al terremoto. Dopo la tragica notte del terremoto suor Mariana ha solo potuto prendere lo smartphone per contattare “le persone più care per chiedere loro di pregare per me e per Amatrice, perché con questo terremoto non sapevo come sarebbe finita”.

La mamma che ha salvato la sua bambina
Rimasta intrappolata sotto le macerie, ha avuto la forza di liberarsi e di liberare la sua piccola che dormiva con lei nella stessa stanza. GUARDA IL VIDEO>>>

 

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