Noi siamo pazze di Federica Pellegrini. E le diciamo grazie

Federica trionfa nei 200 stile ai Mondiali di Budapest, compiendo l'ennesima impresa sportiva. Ci inchiniamo a un'atleta (e una donna) straordinaria

Federica Pellegrini, 28 anni e un’intera nazione a fare il tifo per lei, aveva un sogno: chiudere i suoi 200 con onore. Ma dalla corsie accanto spingevano atlete giovani e lanciatissime. Poi è successo: un’ultima vasca da sogno, la sua forza di volontà senza pari e un talento che ormai ha del mito… ed è arrivato l’oro. C’era lei questo pomeriggio sul gradino più alto del podio. Lo scorso anno, sulla stessa distanza, alle Olimpiadi di Rio aveva lasciato la piscina con le lacrime agli occhi e uno strappo nel cuore.

Ma Federica è caparbia. Ed è per questo che la amiamo. Si è rimessa in gioco, si è allenata con in testa un unico obiettivo. E ha dimostrato a tutti e soprattutto a se stessa che tornare a vincere è possibile. Anche quando la tua diretta avversaria si chiama Katie Ledecky, ha vent’anni ed è un fenomeno. Oggi Federica ha dimostrato che i pronostici si possono ribaltare. E che lo si può fare con umiltà, a testa alta, col sorriso. Prima di salutare una gara che sembrava ormai maledetta. «Adesso posso dire di essere in pace. Questi sono i miei ultimi 200 stile, continuerò a nuotare seguendo un altro percorso», ha dichiarato a fine gara. Come dire, “ho chiuso i conti con me stessa”.

La amiamo per il talento, Federica. Il suo talento lei lo porta in acqua, lo spinge al limite. E lui ricambia. Permettendole di macinare record. E di entrare nella storia. Prima donna in Italia a salire sul podio sette volte su sette, in sequenza. Amiamo Federica perché è schietta. È diretta. In vasca non le manda a dire, fuori neppure. Vive la vita a modo suo, come ha sempre fatto, senza curarsi delle chiacchiere. Perché ciò che lei – l’invincibile nuotatrice – ha nel cuore, nessuno mai lo saprà.

È testarda, Federica. Da sempre, i suoi sono giorni di sacrifici e di dolore. Di gambe che si bloccano, di braccia che si spezzano. Di un male fisico che neanche l’acqua può curare. E poi c’è un dolore più grande, silenzioso, che viene da dentro. Le sconfitte, gli amori che naufragano, le morti che piegano. Ma lei ha superato tutto, con la forza di chi si mangia la vita. Ha superato gli attacchi di panico, non ha avuto paura di piangere. Le dicevano che “i 200 sono troppo veloci”, che “è meglio concentrarsi sui 400”. Lei è scesa in vasca, ogni santo giorno, per mesi e mesi. Fino a oggi pomeriggio, ai Mondiali di Budapest. Perché lei è Federica Pellegrini. Lei è leggenda.

Noi siamo pazze di Federica Pellegrini. E le diciamo grazie